| Appalti: approvata la terza "riforma" del Codice |
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Via libera del Consiglio dei ministri al 3° decreto correttivo del Codice appalti. Previsti, tra l'altro, il ripristino della prelazione per il promotore nel project financing, il riordino delle regole sulle opere a scomputo e l'eliminazione del limite di ribasso dell'8% per le superspecialistiche. Traguardo raggiunto per il terzo decreto legislativo correttivo del Codice appalti. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha approvato nella seduta di ieri mattina la riforma che, come chiesto dalle imprese, stabilizza la normativa di settore. Il pezzo forte del testo e` la nascita del project financing ``di seconda generazione``, una sostanziale rivisitazione dell`istituto con la creazione di una ``doppia via`` e il ritorno alla prelazione per il promotore. Una rivisitazione che spicca in un contesto molto ricco. Completano il decreto il riordino della materia delle opere di urbanizzazione a scomputo, l`introduzione di un tetto per l`esclusione automatica delle offerte anomale e il taglio del ribasso massimo dell`8% per le superspecialistiche. Resta, a sorpresa, bloccato il meccanismo anti-oscillazione dei prezzi arrivato a Palazzo Chigi. Sul punto, infatti, il decreto e` ancora al vaglio della Ragioneria generale che teme problemi di costi extra a carico delle amministrazioni. Il dubbio sara` sciolto, prima della ``bollinatura``, all`inizio della prossima settimana. Ma la soluzione finale dovrebbe consistere nel dare facolta` alle stazioni appaltanti di inserire nel bando una procedura per la quale le appaltatrici potranno acquistare i materiali di costruzione prima dell`inizio dei lavori. Uno stop che non attenua la soddisfazione per il risultato ottenuto. «Il project financing di seconda generazione e` uno strumento rivoluzionario di forte potenzialita` per porre rimedio al grande deficit di infrastrutture accumulato dal nostro Paese»: a parlare e` il presidente della Commissione Lavori pubblici al Senato, Luigi Grillo, che crede in un ritorno della finanza di progetto ai fastidi qualche anno fa. Il testo licenziato dal Cdm viene incontro alle imprese, che avevano a gran voce richiesto il ripristino della prelazione per il promotore, unico sistema per stimolare l`iniziativa privata. E cambia la precedente bozza del testo, che prevedeva la gara unica, istituendo una doppia strada. La stazione appaltante, da oggi, potra` decidere di ricorrere alla duplice gara, nella quale prima si sceglie il promotore e solo successivamente si procede all`aggiudicazione vera e propria del contratto. Nella seconda fase il promotore potra` avvalersi del diritto di prelazione laddove non risulti essere il migliore offerente. In alternativa, il decreto prevede una procedura semplificata a gara unica, nella quale manca il diritto di prelazione e il vincitore viene stabilito in maniera diretta. Era attesa la modifica sulle cosidette ``superspecialistiche``, cioe` per quegli appalti nei quali e` prevista una quota di lavori da destinare a imprese con abilita` tecniche particolarmente elevate. Dopo i rilievi comunitari era stata eliminata l`Ati obbligatoria tra generalista e specialistica, introducendo la possibilita` di subappalto, con un limite di ribasso massimo dell`8% di quanto pagato alla subappaltatrice. Il nuovo testo elimina, come da molte parti auspicato, il tetto dell`8 per cento. Ma non ascolta i pareri di Camera e Senato, che chiedevano una perimetrazione piu` accorta del recinto nel quale potersi qualificare come superspecialistiche. Alle specialistiche, per il resto, sono state fatte poche concessioni: viene mantenuto il pagamento diretto da parte della stazione appaltante e viene istituito un limite di subappaltabilita` del 30% per la categoria prevalente. «Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto, anche se su qualche punto, ci sono elementi dei nostri pareri da recuperare in futuro», commenta il relatore del parere al Senato, Angelo Cicolani. Il lavoro di limatura, insomma, non sembra finito. Fonte: Il Sole 24 Ore |




























