| Appalti: novità nel decreto sviluppo |
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| venerdì 06 maggio 2011 | |
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Esclusione automatica anche per gli appalti sotto soglia fino al 2013, restrizioni su riserve e varianti e possibilità di utilizzare, fino al 2013, i migliori bilanci dell'ultimo decennio per le gare. Sono alcune delle novità in tema di appalti del decreto sviluppo varato dal Cdm. Si allarga il giro di vite sugli appalti: nella bozza del decreto sviluppo esaminata dal preconsiglio dei ministri non ci sono solo i limiti alle opere compensative e alle riserve, ma anche una brusca frenata sulle varianti in corso d`opera (con un taglio del 50% delle somme a disposizione) e il dimezzamento dei rimborsi agli appaltatori per gli aumenti eccezionali dei materiali. Particolarmente duro il nuovo limite per le opere compensative: e` confermato il tetto fissato al 2% dell`opera ma in questa percentuale devono rientrare anche tutte le opere richieste dopo la valutazione di impatto ambientale. Non solo: gli interventi proposti - si legge nella bozza - devono essere «strettamente correlati alla funzionalita` dell`opera». Come dire: basta con le piscine per indennizzare i Comuni dal passaggio di una strada o della ferrovia. Il tetto alle opere compensative viene introdotto in via sperimentale per due anni anche per le infrastrutture minori. Le riserve possono arrivare a un massimo del 20% e non sono ammesse se il progetto e` stato validato. In cambio dei sacrifici economici i costruttori ottengono molte delle misure anticrisi richieste. In particolare, l`accesso ai lavori pubblici resta possibile selezionando i migliori bilanci dell`ultimo decennio almeno fino al 2013 e, sempre fino al 2013, scatta l`esclusione automatica delle offerte anomale fino alla soglia Ue dei 4,8 milioni. La trattativa privata raddoppia e passa a un milione di euro (1,5 per i beni culturali) con dieci concorrenti da invitare. Vengono sfoltite - e di molto - le cause di esclusione dalle gare e neutralizzati tutti i casi di dichiarazioni di requisiti falsi, avvenuti senza dolo o colpa grave. Oggi invece si rischia di venire esclusi per un anno dagli appalti anche se ci si dimentica di segnalare una vecchia multa. Per le opere strategiche il vincolo per l`esproprio passa da cinque a sette anni. Le opere di urbanizzazione primaria (strade, parcheggi e fognature) tornano nelle mani del costruttore che puo` eseguire direttamente senza affidarle con gara. Il decreto sviluppo si spinge persino a modificare il Regolamento degli appalti che entrera` in vigore il prossimo 8 giugno. Al momento con qualche ritocco: si pone ad esempio un tetto del 10% all`azionariato delle banche nelle Soa. Ma oggi in Consiglio dei ministri, Altero Matteoli intende proporre la proroga di sei mesi per bloccare la riemissione di circa 150mila certificati lavori, legati a categorie modificate dal Regolamento. |




























