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Certificati Soa: parte la revisione straordinaria Stampa E-mail

Parte la revisione straordinaria dei certificati necessari per ottenere le attestazioni di qualificazione negli appalti pubblici. I controlli riguarderanno imprese, amministrazioni e Soa.

Parte l`operazione pulizia negli appalti di lavori pubblici.

Una valanga di controlli sta per abbattersi sulle imprese edili, sulle amministrazioni e sulle societa` di attestazione.

Da oggi inizia il conto alla rovescia per la revisione straordinaria dei certificati dei lavori pubblici e privati necessari per qualificarsi negli appalti.

Sulla «Gazzetta Ufficiale» del 12/02/2008, infatti, e` stato pubblicato il decreto delle Infrastrutture n. 272/2007 che da` il via ai controlli con l`obiettivo finale di espellere dal mercato le imprese infedeli, ovvero quelle che ci sono entrate falsificando i certificati dei lavori o magari semplicemente ritoccandoli.

Per raggiungere questo scopo saranno passati al setaccio tutti i documenti sui lavori svolti da ogni singola impresa attestata da una Soa (societa` organismo di attestazione, ovvero la Spa privata incaricata di verificare i requisiti dei costruttori).

Il raggio di azione fissato dal regolamento e` il piu` ampio possibile: saranno controllati tutti i certificati «utilizzati - si legge all`articolo 1 - per il conseguimento delle attestazioni di qualificazione rilasciate dal primo marzo al primo luglio 2006».

Nella fase di verifica gli oneri ricadranno sulle Soa e sulle stazioni appaltanti. Le prime dovranno riuscire in 60 giorni e senza ricorrere «a prestazioni di soggetti esterni alla loro organizzazione aziendale» a compilare per ogni cliente il modello informatico predisposto dall`Autorita` con tutti i dati dei certificati e delle fatture (per i lavori privati). Se non lo faranno o sforeranno rischiano sanzioni che vanno dai 25mila ai 50mila euro. Ma le due associazioni di categoria, Unionsoa e Federsoa, hanno gia` fatto sapere che sara` difficile riuscire a rispettare questi tempi.

L`Autorita` di vigilanza «girera`» i dati a ognuna delle stazioni appaltanti firmataria dei certificati lavori. A loro volta, le amministrazioni avranno 150 giorni per confermare o smentire le informazioni sul lavoro svolto, l`importo e la categoria e altri dati sugli appalti e sui subappalti indicati nel modulo informatico.

La procedura e` la stessa per le fatture dei privati che saranno controllate dalla Guardia di Finanza. Anche le stazioni appaltanti inadempienti rischiano sanzioni che vanno dai 25mila ai 50mila euro, in caso di mancata trasmissione dei dati o di invio di dati falsi.

L`enorme massa di informazioni sara` poi smistata tra l`Autorita` guidata da Luigi Giampaolino e il ministero delle Infrastrutture, per la prima volta dalla riforma del 2000 chiamato a collaborare sul fronte della qualificazione.

Se l`impresa sara` sorpresa con certificati falsi scattera` la revoca dell`attestato Soa senza il quale e` impossibile accedere agli appalti.

 Fonte Il Sole 24 Ore