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Certificazione energetica: entro gennaio le linee guida Stampa E-mail

Con un ritardo di quasi due anni è stato trasmesso dal ministero per le Attività produttive agli enti competenti il decreto attuativo dei dlgs 192/05 e 311/06 che definisce le linee guida sulla certificazione energetica degli edifici. Annunciata per gennaio 2008 la loro emanazione.

Entro gennaio 2008 saranno pronte le linee guida per la certificazione energetica degli edifici, poi partira` la corsa delle regioni all`adeguamento delle proprie discipline; fino all`entrata in vigore delle linee guida si dovra` produrre l`attestazione di qualificazione energetica rilasciata da tecnici iscritti all`albo in ogni atto di compravendita di immobili, sulla base delle norme regionali, laddove esistenti, o delle norme nazionali transitorie di cui al decreto n. 311/06.

 E` questo il quadro che si va delineando nella complicata vicenda della certificazione energetica degli immobili che vede da un lato il legislatore nazionale in ampio ritardo sulla tabella di marcia prevista dai decreti n. 192/05 e n. 311/06 e dall`altro attivissimi i legislatori regionali che hanno dettato, spesso in ordine sparso, le proprie regole.

Per quel che riguarda il decreto attuativo dei decreti legislativi n. 192/05 e n. 311/06, che deve definire le linee guida in materia di criteri per la certificazione energetica degli edifici, il testo e` stato trasmesso dal ministero per le Attivita` produttive al Cnr, all`Enea e al Consiglio nazionale dei consumatori e utenti (Cncu) e ai ministeri interessati al concerto (Infrastrutture e Ambiente) per i pareri di rito, poi sara` la volta della Conferenza unificata stato-regioni-enti locali e del consiglio dei ministri per l`approvazione definitiva.

L`iter procedurale sconta un ritardo di quasi due anni se si pensa che il decreto n. 192 prevedeva che fosse emanato entro quattro mesi dalla sua entrata in vigore (settembre 2005); dai dicasteri interessati emerge la necessita` di fare in fretta e ormai si prevede che a fine gennaio le linee guida saranno pronte. L`urgenza dell`emanazione del provvedimento deriva dal fatto che a decorrere dal 1° luglio 2007 per gli edifici di superficie utile superiore a mille metri quadrati, nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell`intero immobile, la certificazione doveva essere gia` obbligatoria (al luglio 2008 e al luglio 2009 scattera` l`obbligo anche per superfici sotto i mille metri quadrati e per tutte le altre singole unita` immobiliari).

In attesa del provvedimento, pero`, e` lo stesso decreto n. 311 a prevedere una disciplina transitoria (per le regioni che non hanno legiferato) in base alla quale, al posto dell`attestato di certificazione energetica, si deve produrre l`attestato di qualificazione energetica o un`equivalente procedura di certificazione energetica prevista da apposito regolamento comunale, purche` antecedente all`8 ottobre 2005. Lo stesso vale per gli edifici la cui costruzione sia iniziata prima del 2005 e in consegna in questi mesi di fine 2007, inizio 2008. L`attestato di qualificazione energetica costa meno della certificazione energetica, e non dovrebbe superare i 500 euro. Il costo dovrebbe accollarselo il costruttore perche` diversamente l`immobile non e` commerciabile. Gli attestati potranno essere rilasciati da professionisti abilitati sulla base delle norme regionali laddove esistenti. Dal punto di vista dei soggetti che possono emettere l`attestazione e` sufficiente che sia un professionista tecnico iscritto all`albo o al collegio professionale e l`attestazione deve essere allegata alla compravendita dell`immobile per i casi previsti dal decreto n. 311.Nelle linee guida, stando a quanto appreso da fonti vicine al dicastero di via Molise, si dettano delle disposizioni generali che devono pero` essere raccordate tenendo conto delle tipicita` dei diversi ambiti regionali. A loro volta le regioni, oggi frammentate in normative differenziate una dall`altra, avranno l`onere di adeguare gli standard previsti nelle attuali leggi al fine di armonizzare le proprie disposizioni con quelle dello stato. Una delle partite aperte riguarda quella dei soggetti che dovranno certificare gli edifici. A livello statale la linea sarebbe quella di non introdurre paletti particolari: si opterebbe per l`ammissione alla qualifica di certificatori dell`efficienza energetica degli edifici per tutti gli iscritti ad albi professionali di professioni tecniche, senza quindi che vi sia l`obbligo di partecipazione a corsi di abilitazione particolari (come accade per la sicurezza). Su questo punto i certificatori sono pero` critici: «Credo che sia opportuna una previsione che imponga la dimostrazione di una certa competenza professionale», ha affermato Renato Cremonesi, presidente della societa` Cremonesi consulenze, sotto forma di un minimo di anni di iscrizione all`albo o di competenza progettuale specifica». In ogni caso su questo punto occorrera` trovare in sede di Conferenza unificata un punto di raccordo tra norma nazionale e norme regionali anche per non ledere i principi di libera prestazione dei servizi e di concorrenza. Per quel che concerne gli enti certificatori essi potranno essere soltanto quelli accreditati dal Sincert. Fonte: Italia Oggi