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Codice appalti: riforma in vigore in due tempi Stampa E-mail
Due tempi distinti per l'entrata in vigore del codice sono stati decisi dal dipartimento legislativo di Palazzo Chigi. Subito in vigore le norme sulle gare sopra soglia Ue, dopo 90 giorni dalla pubblicazione in G.U. quelle di importo inferiore. Si aspetta ora l'ok definitivo del Cdm. Un doppio binario per la riforma degli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture. Una prima parte del Codice, quella riferita alle gare sopra le soglie comunitarie, entrera` in vigore subito, dopo soli 15 giorni dalla pubblicazione sulla «Gazzetta».

La seconda parte, dedicata alle commesse di valore inferiore alle soglie Ue, scattera` dopo 90 giorni dalla pubblicazione. Questa e` la principale novita` contenuta nell`ultima riscrittura del Codice unificato degli appalti di lavori, servizi e forniture.

Il dipartimento legislativo di Palazzo Chigi ha terminato il lavoro di modifica del testo per adeguarlo ai pareri delle Camere, della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato.

Sull`entrata in vigore il Consiglio di Stato premeva per l`immediata applicazione, le Regioni chiedevano piu` tempo, la Camera almeno 90 giorni. I tecnici hanno scelto una ``terza via`` che costringe le amministrazioni a districarsi in un doppio regime con due discipline, anche molto distanti tra loro, in vigore in contemporanea e da utilizzare a seconda del valore della gara. La differenza viene motivata con il fatto che sopra soglia sono gia` in vigore le direttive comunitarie di cui il Codice rappresenta il recepimento.

La seconda importante modifica riguarda gli appalti di progettazione: torna agli attuali 100mila euro la soglia per gli affidamenti senza gara. Una clamorosa retromarcia se si considera che la proposta iniziale era quella di cancellare le competizioni per tutta la fascia sotto soglia che arriva a 211mila euro. Un raddoppio criticato dalle stesse associazioni di categoria che - si legge nella relazione di accompagnamento al Codice - hanno premuto per tornare all`attuale situazione «piu` garantista della concorrenza». Ma non e` detta l`ultima parola. Il Dipartimento affari giuridici e legislativi (Dagl) di Palazzo Chigi rimette la decisione finale al Governo. Cosi` come sara` il Consiglio dei ministri a scegliere se confermare la linea del Dagl anche sui lavori sotto soglia. In questo caso, infatti, non e` stata accolta la richiesta del Consiglio di Stato di ``frenare`` la semplificazione. Restano quindi gli spazi piu` ampi per le procedure meno concorrenziali, compreso il raddoppio della soglia per la licitazione semplificata (1,5 milioni) e l`innalzamento da 200mila a 500mila del tetto per i lavori in economia.

Il parere di Palazzo Spada e delle Camere ha invece contribuito in modo decisivo alla riscrittura dell`articolo 4 che individua l`ambito di applicazione del Codice a livello regionale. Ora alle realta` territoriali e` quindi riconosciuto un margine di intervento nella programmazione di lavori pubblici, nell`approvazione dei progetti, nell`organizzazione amministrativa e nella sicurezza del lavoro. Restano invece di competenza esclusiva dello Stato le materie legate alla concorrenza. E in particolare: la qualificazione e selezione dei concorrenti, le procedure di gara, il subappalto, la vigilanza, la progettazione, la stipula e l`esecuzione dei contratti. Tra queste Palazzo Chigi ha inserito anche la progettazione, non citata dal massimo organo di giustizia amministrativa.

Ritornano poi i vincoli all`in house. E` stato di nuovo previsto il freno all`affidamento diretto di lavori a societa` controllate.

Non ha invece trovato ancora accoglienza la richiesta della Camera di una pulizia straordinaria nel mercato della qualificazione. Un`idea cara al viceministro per le Infrastrutture, Ugo Martinat, che pensa di affidare all`Autorita` di vigilanza un controllo straordinario dei certificati dei lavori svolti, in modo da eliminare i falsi.

Ma l`ultima versione potrebbe subire ancora alcune modifiche in vista del via libera definitivo, previsto per il Consiglio dei ministri del 24 marzo.

Fonte: Il Sole 24 ore