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Crisi economica: queste le priorità d'intervento per l'ANCE Stampa E-mail

Nell'attuale scenario è urgente restituire priorità agli investimenti in costruzioni. Lo afferma il presidente dell'Ance, che individua le vie anticrisi in taglio del costo del denaro, Piano casa, opere medio-piccole e sostegno alle famiglie per l'acquisto dell'abitazione.

Ridurre l`impatto della crisi finanziaria sull`economia reale: ottenere questo obiettivo, oggi prioritario per il Paese, e` possibile, ma a due condizioni.

La prima e` mettere in campo misure capaci di promuovere la ripresa in un`ottica di medio periodo; l`altra, non meno fondamentale, e` rivedere molte delle decisioni prese prima che si aprisse questa fase di tensioni sui mercati internazionali.

In questo nuovo scenario una delle scelte piu` urgenti da compiere, perche` capace di produrre gli effetti piu` significativi e potenti per contrastare la recessione, e` quella di restituire priorita` alla leva rappresentata dagli investimenti in costruzioni.

E non mi riferisco solo al moltiplicatore keynesiano della spesa pubblica, richiamato in queste settimane dai molti e illustri economisti che mettono gli investimenti in infrastrutture al primo posto tra le azioni di carattere fortemente anticiclico da promuovere.

In Italia spendere per realizzare infrastrutture, per rinnovare le citta`, per soddisfare la domanda ancora forte di casa e di qualita` dell`abitare, significa dare risposte necessarie e dovute a fabbisogni concreti sia delle famiglie sia dell`economia. Per queste ragioni vanno adottati subito, se si vuole consentire al Paese di non pagare a questa crisi un prezzo troppo alto, alcuni provvedimenti non solo di buon senso ma anche utili a correggere gli squilibri creati da una legislazione inadeguata al difficile scenario che si sta prefigurando.

In questo senso sono quattro le grandi direttrici su cui sarebbe opportuno intervenire con misure di sostegno e di sviluppo.

Taglio del costo del denaro e credito a famiglie e Pmi

La prima, e forse la piu` urgente, e` quella di garantire una effettiva riduzione del costo del denaro e una semplificazione nell`accesso al credito da parte di imprese e famiglie. I benefici finora ottenuti dagli istituti di credito devono produrre effetti positivi anche sulle piccole e medie imprese e sulle famiglie, che non possono essere chiamate solo a pagare i costi della ricapitalizzazione delle banche.

Sostegno alle famiglie nell`accesso ai mutui casa

La seconda linea d`azione consiste nel sostegno alle famiglie sul fronte dell`accesso alla casa e della tutela del risparmio e puo` ridurre fortemente i rischi di impoverimento o di esclusione dal mercato dei ceti piu` esposti all`impatto della recessione.

Un rapido avvio del Piano casa - che secondo l`Ance sarebbe possibile realizzare a costo zero per lo Stato - rappresenta il primo passo da compiere in questa direzione. Sarebbe inoltre opportuno prevedere il concorso dello Stato nella copertura di una parte degli interessi sui mutui contratti dalle famiglie a reddito medio-basso per l`acquisto dell`abitazione principale. Nella stessa direzione andrebbe la scelta di elevare al 30% la detraibilita` degli interessi passivi sui mutui per l`acquisto della prima casa e di portare a 7.000 euro il limite massimo per la detrazione. A sostegno del mercato dell`affitto, andrebbe infine la previsione di una tassazione in misura fissa (pari al 20%) dei canoni di locazione.

La Leva delle infrastrutture e le opere piccole e medie

Positiva, in un`ottica antirecessiva, e` la scelta di destinare nuove risorse alle grandi infrastrutture annunciata in questi giorni dal Governo, che compensa almeno in parte i tagli previsti dalla finanziaria per il 2009. Ma un effetto assai superiore si otterrebbe se una parte di queste risorse (almeno il 10%) venisse destinato al varo di un Piano di opere urbane e territoriali di connessione e supporto alle grandi opere programmate. Tali opere, peraltro, sono in gran parte mature per essere cantierate gia` nei primi mesi del 2009. Andrebbe inoltre sospesa, per questi stessi investimenti, l`applicazione del Patto di stabilita` europeo. Per il reperimento delle risorse potrebbe essere creato uno strumento finanziario pubblico, di tipo obbligazionario, garantito da una parte di patrimonio pubblico, e finalizzato alla realizzazione di opere necessarie alla competitivita` italiana e europea.

Sospensione del Patto di stabilita` interno

Va poi immediatamente sospesa per il 2008 l`applicazione del Patto di stabilita` interno per i pagamenti dovuti dagli enti locali alle imprese per i lavori pubblici in corso che sta provocando un blocco generalizzato dei pagamenti. Fatto inaccettabile sia perche` alla base dei lavori realizzati ci sono regolari contratti che vanno rispettati, sia perche` e` paradossale pretendere che le imprese che realizzano opere pubbliche, in piu` in questa fase di gravissima difficolta`, sostengano a proprie spese il costo del deficit della pubblica amministrazione. Come si vede, molti sono i problemi da affrontare, ma anche possibili, e, in molti casi, a portata di mano, le soluzioni da adottare.

Paolo Buzzetti - Presidente Ance

Fonte 

Il Sole 24 Ore - 15/11/2008