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Rincaro dei materiali: necessario riprendere la trattativa Stampa E-mail

Dopo il varo del dl sui prezzi dei materiali, Ance, Ancpl, Agi e Oice chiedono al governo la ripresa delle trattative per definire un intervento organico e non limitato al 2008. Al tavolo, afferma il presidente dell'Ance Buzzetti, si dovrà discutere pure di fondi per le infrastrutture e pagamenti alle imprese.

Insoddisfatti del decreto-legge n. 162 sul caro materiali, Ancpl e Oice Agi e Ance hanno chiesto la ripresa delle trattative con il ministero delle infrastrutture per un intervento organico e non limitato al 2008.

Al tavolo l`Ance, secondo quanto ha dichiarato il presidente Paolo Buzzetti, vuole affrontare anche la questione delle risorse per le infrastrutture e quella dei mancati pagamenti dalle imprese da parte delle stazioni appaltanti e della pubblica amministrazione.

Dure critiche all`operato del governo sono venute anche dall`Agi, l`agenzia dei general contractor, che teme chiusura dei cantieri e licenziamenti dei lavoratori e che ha fatto sapere, chiedera` miglioramenti al decreto, in sede di conversione in legge. Il presidente di Ancpl-Legacoop Franco Buzzi evidenzia l`insoddisfazione delle cooperative di costruzione per «gli scarsi risultati prodotti dopo oltre due mesi di trattative tra il ministero delle infrastrutture, le associazioni imprenditoriali (Ancpl-Oice-Ance Agi) e Confindustria».

Secondo Buzzi «pur apprezzando lo sconto sull`alea di aumento dei materiali (dal 10% all`8%) non puo` non sottolinearsi il fatto che sono venuti a mancare, nel decreto, gli impegni assunti dal ministero per la rilevazione semestrale degli aumenti».

Dito puntato anche sulla limitazione al 2008 dell`intervento del governo perche` cosi` facendo «vengono dimenticati i maggiori costi sostenuti dalle imprese derivanti dagli aumenti di prodotti e materie prime, correlate e funzionali all`utilizzo di materiali da costruzione, come ad esempio i prodotti petroliferi; il tutto senza considerare il problema dei ritardi dei pagamenti nei confronti dei progettisti».

La richiesta e` quindi quella di «riprendere subito le trattative con il ministero delle infrastrutture per trovare una organica e definitiva soluzione con la modifica dell`art. 133 del codice dei contratti pubblici (prezzo chiuso). La richiesta e` condivisa anche dall`Oice, in rappresentanza delle societa` di ingegneria e di engineering and contracting, con il presidente Braccio Oddi Baglioni: al quale «preme sottolineare che occorre affrontare, se non in questa sede comunque in un provvedimento piu` organico, il problema dei ritardati pagamenti ai progettisti; infatti, al di la` dei problemi derivanti dagli eccessivi ribassi, i progettisti sono, al pari delle imprese di costruzioni, in una situazione di gravissima difficolta` dovuta ai ritardi con i quali vengono pagate, che arrivano anche a due anni. Non e` possibile che siano i progettisti a finanziare le amministrazioni.

Riteniamo che si debba trovare urgentemente una soluzione e per questo chiediamo al ministero di riprendere il confronto avviato due mesi fa per lavorare organicamente, per il futuro e non soltanto per il 2008, sia alla riforma a regime dell`articolo 133, sia alle problematiche dei progettisti».

L`Agi, aveva giudicato il provvedimento «sbagliato perche` del tutto insufficiente a raggiungere l`obiettivo e forse addirittura peggiorativo della disciplina esistente e tale da disattendere le istanze dell`Agi e delle altre associazioni imprenditoriali e non scongiurare il rischio della crisi delle imprese, della chiusura dei cantieri e dei licenziamenti dei lavoratori».

 

Fonte: Italia Oggi