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Rincaro dei materiali: ok con riserva al decreto legge Stampa E-mail

Approvato con riserva, dal Consiglio dei ministri, il dl contro gli aumenti dei prezzi delle materie prime. Da Palazzo Chigi, tuttavia, è trapelata anche la disponibilità del governo a un ulteriore confronto con i costruttori, che ritengono il provvedimento inadeguato rispetto all'emergenza.

Via libera con riserva del Consiglio dei ministri per il decreto legge contro il caro-prezzi in edilizia che contiene anche le misure destinate all`autotrasporto.

Dopo l`allarme lanciato ieri dalle grandi imprese di costruzioni, dalle associazioni di categoria e da Confindustria il Governo ha, pero`, mandato un segnale di apertura.

Formalmente il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato il testo presentato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, nella versione diramata agli altri ministeri. Lo conferma il comunicato diffuso da Palazzo Chigi, che parla appunto di un decreto «approvato». Del resto il Governo non poteva fare altrimenti per non perdere l`occasione di disporre di un provvedimento sicuro quale il decreto legge, dopo le polemiche degli scorsi giorni proprio sull`abuso di questo strumento.

Ma da Palazzo Chigi e` trapelata anche la disponibilita` a un ulteriore brevissimo confronto con i costruttori per tentare di recuperare, almeno in parte, alcune delle proposte presentate a Matteoli. I costruttori hanno parlato chiaro: il decreto cosi` com`e` non basta a compensare l`ondata di aumenti eccezionali che ha colpito il settore e senza indennizzi rischiano di fermarsi moltissimi cantieri strategici, dal passante di Mestre alla Salerno-Reggio Calabria.

I costruttori chiedono un meccanismo stabile di revisione dei prezzi, anche oltre il 2008, la possibilita` di utilizzare i fondi Fas anche per le opere degli enti locali e l`indennizzo per tutte le materie prime, compresa l`energia, e non solo per i materiali da costruzione. Lavori in corso anche sulle risorse che dovrebbero essere destinate a favore dell`autotrasporto. L`articolo 2 del decreto legge che e` stato approvato da Palazzo Chigi renderebbe spendibili entro il prossimo 15 novembre i 200 milioni promessi al settore nell`accordo di giugno che scongiuro` il fermo di una settimana.

Il testo - modificato fino alla fine e sul quale non sono da escludere ulteriori ritocchi - modifica l`articolo 9 del decreto legge 112/2008 che mette a disposizione risorse provenienti da Sviluppo Italia per fronteggiare la crisi dell`agricoltura, della pesca e dell`autotrasporto «conseguente all`aumento dei prodotti petroliferi». Snelliti i passaggi, tagliando i provvedimenti intermedi, e delegando l`attivazione degli stanziamenti solo a una convenzione tra Sviluppo Italia e il ministero di Claudio Scajola. Le misure, per le quali dovra` essere decisa anche l`entita` (i 200 milioni di cui si parla per l`autotrasporto sono frutto di un`intesa informale tra la categoria e Matteoli), saranno destinate, in linea con il regolamento europeo sugli aiuti di Stato, esclusivamente agli investimenti.

La soluzione spacca il fronte dell`autotrasporto: scontenta l`Unatras (Conftrasporto, Confartigiariato Trasporti, Fai e FitaCna) che chiede risorse per abbassare i costi di esercizio e, in una lettera a Matteoli, annuncia la disdetta dell`accordo di giugno chiedendo un incontro urgente. A favore di interventi per lo sviluppo Anita (Confindustria) e Fedit (Confetra).