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Testo unico appalti: definita la bozza del regolamento Stampa E-mail
Messa a punto dal Ministero delle Infrastrutture una bozza del regolamento di attuazione del Codice degli appalti pubblici. Tra le novità del documento, la possibilità di multare le imprese che non collaborano con l'Authority e l'aumento delle categorie specializzate riservate.
Multe fino a 25mila euro per le imprese edili che non rispondono ai solleciti dell`Autorita` di vigilanza sui contratti pubblici, obbligo di validare i progetti e disciplina, facoltativa, della programmazione degli appalti di servizi e forniture.

Queste sono solo alcune delle piu` significative novita` contenute nella bozza di Regolamento di attuazione del Codice dei contratti messa a punto dal ministero delle Infrastrutture. Un testo enciclopedico (365 articoli che, sommati ai 257 del Codice contratti, formano una sorta di Testo unico della contrattualistica della Pubblica amministrazione da 622 articoli) predisposto da una commissione interna delle Infrastrutture a solo un anno di distanza dall`entrata in vigore del Codice, il primo luglio 2006.

 

Un`opera di risistemazione organica che si innesta sulla normativa gia` esistente: il nuovo Regolamento infatti in molte parti ricalca quello esistente (Dpr 554/1999), ricomprende poi anche le norme sulla qualificazione (Dpr 34/2000) e sul capitolato speciale d`appalto.
La bozza del ministero prevede, per la prima volta, la possibilita` di multare le imprese edili in possesso dell`attestato Soa (societa` organismo di attestazione) che non collaborano con l`Autorita`: in base all`articolo 71, la multa puo` arrivare fino a 25.822 euro. Importo raddoppiabile invece quando l`azienda «comunichi informazioni o fornisca atti non veritieri». Alle Soa, le societa` private di controllo dei requisiti per gli appalti, l`Autorita` puo` arrivare a infliggere 51.545 euro per qualsiasi violazione.


Tra le altre novita` c`e` la disciplina della validazione del progetto. Questo passaggio diventa obbligatorio per i tre livelli di progettazione. Le stazioni appaltanti potranno rivolgersi a strutture pubbliche accreditate o al mercato. In questo caso la novita` e` l`apertura del segmento di opere sopra i 20 milioni di euro ai progettisti accreditati. L`obiettivo e` quello di migliorare la qualita` dei progetti e ridurre il contenzioso sulle varianti.
Aumentano poi le categorie specializzate riservate, eseguibili solo da chi e` in possesso della relativa qualificazione: ne entrano a far parte, tra le altre, l`impiantistica (Ogn) ma anche le barriere stradali e il cemento armato precompresso.


La bozza regolamenta poi i due nodi degli istituti che il ministro Di Pietro intende sospendere proprio fino all`entrata in vigore del Regolamento stesso: il dialogo competitivo e l`appalto integrato di progettazione e costruzione. Per il primo, una sorta di trattativa pre-gara utilizzata per opere complesse, viene precisato che ai candidati ammessi al dialogo e` assegnato un termine per presentare una o piu` proposte, con uno studio di fattibilita`. «Le offerte finali - si legge nell`articolo 113 - sono corredate dal progetto preliminare dell`opera». Il vincitore del dialogo sviluppera` gli altri livelli. Nell`appalto integrato, viene mantenuta la possibilita` di gara anche solo sulla base del preliminare. A garanzia del compenso dei progettisti si prevede che il capitolato speciale prestazionale, allegato al progetto in gara, indichi le modalita` per il pagamento del corrispettivo della progettazione.

L`iter della bozza ora proseguira` a tappe forzate. La prossima settimana sono attesi i pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell`Autorita` di vigilanza. Il testo, ancora suscettibile di modifiche e integrazioni, dovrebbe poi approdare in Consiglio dei ministri per il primo si` intorno a meta` luglio. Poi il passaggio al Consiglio di Stato.

In autunno il varo definitivo, ma la bozza prevede sei mesi per l`entrata in vigore.

Fomte: Il Sole 24 ore