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Analisi congiunturale di Confindustria Stampa E-mail
Il Centro studi di Confindustria registra i primi segnali di ripresa in Italia, ma pesa l’impennata del petrolio. “Analisi congiunturale positiva per l’economia italiana, sulla quale pesa però l’impennata dei prezzi del petrolio. L’economia italiana nel 2006 dovrebbe espandersi ad un ritmo di poco superiore all’1% in media d’anno, ritornando così sui tassi di crescita registrati nel 2004”.
La previsione è del Centro Studi Confindustria ed è contenuta nel nuovo mensile “Note Economiche”, dedicato principalmente all’analisi economica congiunturale e strutturale dell’Italia.

La nuova pubblicazione, si compone al momento di due sezioni: la prima dedicata alla congiuntura dell'economia italiana, con brevi riferimenti all’area dell’euro e alle principali aree economiche internazionali; la seconda ad approfondimenti su temi di natura economico-finanziaria.
Sullo scenario tratteggiato dal Centro Studi Confindustria pesano oggi due incognite: le fibrillazioni che registrano i prezzi del petrolio e la tendenza al rialzo dei tassi di interesse su scala globale.

E’ preoccupante - scrive il Csc - il nuovo massimo storico raggiunto dal Brent ad aprile. Le quotazioni sono spinte da tensioni geopolitiche e speculazioni, sempre meno legate a domanda e offerta mondiale.
La nuova impennata accentua ulteriormente i rischi per la crescita e l’inflazione nelle economie maggiori importatrici di greggio, come l’Italia”, mentre sul fronte tassi “non sono esclusi ulteriori aumenti fin dai prossimi mesi”.

Gli ultimi dati Istat sulle forze lavoro infine, mostrano che, nonostante l’andamento negativo dell’economia, il numero di occupati è ulteriormente cresciuto (+158.000 persone, pari ad un incremento dello 0,7%) mentre il tasso di disoccupazione ha proseguito la sua discesa (7,7% rispetto all’8% del 2004).
Pur trattandosi di dati positivi, tali andamenti vanno però valutati con prudenza, considerando gli effetti della regolarizzazione dei lavoratori immigrati e i dati relativi a chi abbandona ufficialmente la ricerca di un’occupazione.

Fonte: Confindustria Roma

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