| Ance: Bandi Aterp, due pesi e due misure |
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Gravi incongruenze su due bandi emanati dall'Aterp provinciale.
Le voci sempre più ricorrenti che riguardano il nostro territorio definito come una zona dell’Italia ormai allo sbando, trovano ancora oggi una triste e consolidata conferma. A parlare neanche a farlo apposta, sono ancora una volta i costruttori della sezione Ance di Vibo Valentia, che denunciano gravi incongruenze in merito a due bandi emanati dall’Aterp locale e si dichiarano sbalorditi per quanto verificatosi. Nei giorni scorsi sono stati resi pubblici dall’Azienda Territoriale per l’edilizia residenziale, due bandi di gara: uno per “lavori di costruzione di 2 fabbricati nel Comune di Pizzo in località S. Antonio per complessivi 14 alloggi” con un importo a base d’asta di € 1.078.000 e l’altro invece, per “lavori di completamento di 2 fabbricati per un totale di 10 alloggi” nel comune di Rombiolo per un importo di € 339.474,28. Ebbene oggi, a più di 4 anni dall’entrata in vigore della moneta unica europea, accade che un bando di quelli citati, quello relativo al comune di Pizzo, abbia un computo metrico estimativo ed un elenco prezzi espressi in euro, mentre nell’altro, quello di Rombiolo, la documentazione allegata al bando sia totalmente rendicontata in lire. Inoltre, accade che i prezzi di un bando facciano riferimento al prezziario della Regione Calabria del 2002, mentre quelli dell’altro si riferiscano al prezziario regionale del 1994 e di conseguenza questi ultimi siano sicuramente fuori mercato. Ci si chiede allora, come mai accade tutto ciò? Come è possibile che la stessa azienda territoriale per analoghe tipologie di intervento, pur essendo le fonti di finanziamento diverse, adotti due differenti procedure economico-finanziarie, una delle quali addirittura espressa secondo il vecchio conio? Come è possibile che un unico ufficio tecnico di un ente, rediga contemporaneamente la documentazione di gara per due interventi di edilizia residenziale utilizzando due diverse unità monetarie, una delle quali non avente più corso legale e stabilendo parametri ingiustificatamente discriminatori? Come è possibile che l’importo totale riportato sui frontespizi degli allegati (elenco prezzi e computo metrico) espresso in lire, comunque convertito in Euro non corrisponde all’importo a base d’asta? In altre parole, come è possibile che le stesse tipologie di lavorazione, previsti in entrambi i bandi, vengano pagate secondo criteri e prezzi diversi? Come è possibile che mentre alle imprese si richiede, come è giusto che sia, un rispetto rigoroso della legge, la stazione appaltante agisca con tanta superficialità? Come è possibile che l’ufficio tecnico, quand’anche abbia redatto il progetto così come tutta l’allegata documentazione relative all’intervento interessante il territorio di Rombiolo, in un periodo precedente al momento dell’invio della gara, non li abbia oggi, opportunamente verificati e aggiornati? Come è possibile che per l’inefficienza ed il pressappochismo di certi enti, siano sempre le imprese a doverne pagare le conseguenze? Alla luce di queste considerazioni, è facilmente intuibile come l’impresa che si aggiudicherà i lavori a Pizzo, avrà costi e remunerazioni significativamente diversi dall’impresa che si aggiudicherà invece i lavori a Rombiolo. Definire incongruente questo modus operandi, è sicuramente un eufemismo, basti pensare che secondo l’Aterp di Vibo Valentia per realizzare un solaio a Pizzo Calabro con il prezziario del 2002, sono necessari 47,58 euro/mq, mentre per realizzare lo stesso solaio a Rombiolo con il prezziario del 1994 sono sufficienti 50.000 delle vecchie lire o se vogliamo 25,82 €. Sarebbe quindi quanto mai opportuno, valutare come, e soprattutto capire perché, si verificano distorsioni così vistose ed inaccettabili, che anziché garantire alle imprese paritetiche condizioni di partecipazione alle gare, le ostacolano addirittura prevedendo la realizzazione di fabbricati con criteri di aggiudicazione così difformi. E’ intollerabile, sottolinea il Presidente Ance Antonio Gentile, che nel 2006, anziché parlare di crescita e di sviluppo socio-economico, impegnandosi per il raggiungimento di prestigiosi traguardi che possano dare lustro ed una migliore vivibilità alla nostra Città, siamo costretti ad osservare un qualcosa che sinceramente avremmo mai pensato di dover denunciare. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |




























