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Ance: i vincoli alla crescita delle imprese vibonesi Stampa E-mail
Dura disamina degli ostacoli che impediscono lo svliluppo e la crescita del settore edile vibonese. Momenti duri, estremamente gravi, difficili anche da raccontare. È quanto è emerso in una riunione di Consiglio Direttivo dell’Ance Vibo Valentia, durante la quale sono stati denunciati con forza i soliti, atavici problemi, che affliggono le imprese del settore.
Un panorama dunque, politico ed economico, che definire instabile è sicuramente riduttivo, poiché ormai si è perso qualsiasi riferimento che possa servire ad avere una dritta, un’indicazione, un metodo insomma da seguire per operare correttamente e nell’ambito delle norme.

Ebbene parlare di ciò, in una Città come Vibo Valentia non è utopia, perché le imprese sono costrette a navigare a vista, senza cioè il conforto di chi dovrebbe vigilare e far rispettare le regole che il mercato impone, è una vera e propria giungla fatta di paradossi ed approssimazione.
Molte delle opere pubbliche appaltate in passato e ritenute prioritarie (trasversale delle Serre, nuovo ospedale, ecc.) non hanno mai o quasi visto la luce, per non parlare poi dei ritardi dei pagamenti da parte di enti pubblici che hanno raggiunto tempi assurdi, costringendo le aziende a notevoli esposizioni bancarie che tradotte nella pratica di tutti i giorni significano, perdita di posti di lavoro, fallimenti, chiusura delle imprese.

Eppure, nonostante i ripetuti appelli dell’Ance agli enti delegati allo sviluppo, tutto tace, nulla di positivo trapela, se non le solite arcinote tematiche di accordi, di clientelismo, ecc.
Tuttavia le norme esistono e parlano chiaro, ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, la confusione e la mancanza di professionalità nella P.A. è totale, non in grado di garantire neanche i servizi più elementari, gli imprenditori edili si chiedono, fino a quando questa farraginosa macchina burocratica ostacolerà lo sviluppo?

Le amministrazioni continuano ad operare nella irregolarità, redigono e mandano in appalto progetti approssimativi, carenti e spesso incogruenti, i bandi continuano ad essere redatti secondo la vecchia normativa, disattesa inoltre spesso la verifica delle offerte attraverso l’obbligo della richiesta della giustificazione dei prezzi, offerti senza tenere conto che ormai il nuovo codice appalti (D.lgs 163/2006) è in vigore dal luglio 2006.
Ed ancora, l’applicazione delle regole inerente il trasferimento delle deleghe da Regione a Province, è sempre un balletto di responsabilità che alla fine vanno ad incidere direttamente sulle attività imprenditoriali, non garantendo certezze e regole sugli adempimenti e sulle varie procedure burocratiche.

Molte delle amministrazioni pubbliche inoltre, continuano a non applicare le norme sulla verifica della regolarità contributiva, non avendo provveduto neanche a richiedere i necessari codici di accesso per l’espletamento delle relative procedure.
La nostra Provincia risulta poi essere in controtendenza rispetto al resto del Paese: se infatti a livello nazionale è prevista una crescita del settore per il 2007 dell’1% che, anche se inferiore agli anni precedenti è pur sempre un dato positivo, sul nostro territorio persiste un trend negativo che dura da diverso tempo e lascia spazio a ben altri e meno ricercati primati.

“Siamo stanchi, sfiancati, afferma il Presidente Ance VV Antonio Gentile, i ritardi e le inadempienze fino ad oggi accumulati, non ci consentono di tracciare un programma di lavoro che sia degno di tale nome, in quanto di fronte all’immobilismo più totale, il tessuto imprenditoriale, che voglio ricordarlo è la primaria fonte di occupazione, diventa sempre più vulnerabile e meno capace a sopravvivere in un contesto del genere”.
“Il mio augurio in qualità di rappresentante della Giunta Nazionale dell’Ance, dichiara infine Gentile, sarebbe quello di poter dare, anche per quanto riguarda la nostra Provincia, qualche buona notizia che dimostri un’auspicabile inversione di tendenza e ciò si può verificare solo c’è un risveglio di orgoglio ed etica professionale che porti tutti i cittadini ad operare ognuno per la propria competenza”.

Anche il Presidente di Confindustria Vibo Valentia Vincenzo Restuccia, intervenuto a margine dell’incontro, evidenzia come anche secondo una recente indagine “Eurispes” la Calabria viene fotografata come una Regione “trattenuta ed imbrigliata”, incapace cioè di progredire, di svilupparsi, e di questo ne risentono in particolare misura le attività manifatturiere, di costruzioni, di trasporti e comunicazioni, il cui saldo negativo è in netta crescita.
“E’ inammissibile, sostiene il Presidente di Confindustria Vibo Valentia riferendosi poi ai ritardati pagamenti, che le imprese si debbano in alcuni casi sostituire alle banche per poter sopravvivere”.
“Il mio invito, conclude Restuccia, è che tali criticità che incidono pesantemente sul sistema produttivo, siano affrontate energicamente per cercare di dare una definitiva soluzione, in grado di garantire un minimo di prospettive alla crescita ed allo sviluppo del territorio”.

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