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Ance: stabilità e programmazione per il lavoro e lo sviluppo Stampa E-mail
I costruttori chiedono maggiore stabilità politico-amministrativa ai principali interlocutori istituzionali. È difficile ricordare un momento più critico per la vita politica ed economica della nostra provincia.
Ci ritroviamo di fronte un panorama che preannuncia grande instabilità e, nel migliore dei casi un terremoto ed un nuovo assetto dei due principali interlocutori istituzionali, Comune capoluogo e Provincia.
È regola riconosciuta e condivisa da tutti: senza stabilità politico-amministrativa non è possibile immaginare nessuna via di sviluppo o ipotesi di lavoro.
Abbiamo già espresso nei giorni scorsi la nostra dura posizione sull’andamento del Comune, e sui limiti evidenziati dalla corrente gestione.

Alle nostre riflessioni va ad aggiungersi un’ulteriore incognita derivante dalla diretta conseguenza delle insofferenze provinciali.
Una situazione inaccettabile delle due Amministrazioni che produce un blocco di ogni progetto o programma sia esso pubblico o privato con conseguenti pesanti ripercussioni sulla già debole economia dell’ultima Provincia d’Italia.
Sulle scelte politiche del Presidente Bruni, non possiamo e non vogliamo interferire, ma come imprenditori chiediamo con estrema fermezza, serietà e stabilità di governo. Impegni che l’Amministrazione deve garantire, indifferibilmente, vista e consumata ogni ragionevole comprensione delle dinamiche della politica.
Abbiamo compreso ragioni, atti e posizioni della politica, in questo lungo periodo, molte non condividendole, ma comunque rispettandole.
È venuto il momento di concretizzare le azioni e gli impegni di mandato, così come di onorare i patti siglati con tutta la cittadinanza.
Siamo certi che per come già molte volte dimostrato il Presidente Bruni, metterà in campo ogni risorsa ed ogni sforzo per giungere ad una soluzione.

Questa volta però ci permettiamo di osare, chiedendo non una semplice soluzione, ma la migliore delle soluzioni.
Per i cittadini e per le nostre imprese, che diventano in questo caos l’unico futuro sostenibile per questo territorio.
Ed allora, proviamo ad immaginare, almeno per una volta fuori dai condizionamenti dei partiti e dalle competizioni elettorali, una nuova compagine di governo provinciale che annoveri, tra i suoi esponenti, uomini di grandi vedute e di rottura con logiche devastanti.
Uomini che abbiano voglia di fare, di lasciare un segno del loro passaggio, che siano lontani anni luce dalla tutela degli interessi dei singoli.
Al Presidente, sentiamo la necessità di chiedere un profondo cambiamento di registro nella gestione dell’intera l’Amministrazione.
Una nostra necessità ed un suo preciso dovere, all’indomani di una tornata elettorale che lui stesso ha giudicato con estrema severità e che lo ha messo nella condizione di affermare pubblicamente l’inevitabilità di tracciare un solco profondo con il passato.

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