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Ancora un attentato ad una impresa associata Stampa E-mail

Questa volta ad essere interessata dall'attenzione dei malviventi, una impresa edile che sta esguendo alcuni lavori per conto della Curia Vescovile.

L’ Ance Vibo Valentia, esprime la più totale e vicina solidarietà al Geometra Antonio Gentile, per l’ignobile e vile atto intimidatorio di cui è stata oggetto la sua azienda, condannando senza misure, chi cerca di trarre profitto perpetrando vili atti criminosi sempre più frequenti e indisturbati.

Ormai risulta difficile anche commentarle certe notizie, specialmente se si percepisce che sta venendo meno anche la volontà di continuare a lottare, a cercare cioè di sperare che qualcosa possa cambiare.

Proprio così, perché una delle imprese più efficienti, che dà lavoro a decine e decine di famiglie, dopo l’ennesimo attentato intimidatorio, sta pensando seriamente di gettare la spugna perché non può, non riesce e forse non vuole neanche più, far fronte a situazioni come quelle che si sono verificate l’altra notte all’interno di un cantiere presso la Curia Vescovile a Mileto.Anno nuovo, problemi vecchi dunque, di fronte a situazioni che hanno superato tutti i limiti e la cui recrudescenza è diventato un fattore tristemente comune a tante attività economiche, che da sole e senza proventi alcuni, riescono a garantire l’occupazione del nostro martoriato territorio.Di soluzioni, di ricette, a questo “male della società”, ne sono state proposte e riproposte a centinaia, ma mai nessuna è stata in grado di combattere seriamente tale problema, che fa parte della vita quotidiana, che non fa più notizia ed al quale non si riesce o più semplicemente non si può dare una brusca frenata.Una brusca frenata la subiscono invece le attività delle imprese che sempre più numerose vengono prese di mira, a questo punto crediamo che sia lecito chiedersi: fino a quando si potrà resistere e combattere questa impari lotta? Fino a quando ci sarà qualcuno disposto ad investire, creare sviluppo e occupazione, in una terra in cui vige la legge dell’intimidazione, del sopruso e del silenzio?Vorremmo poter dare anche in parte qualche risposta, ma crediamo che sia necessario un risveglio delle coscienze a 360° che coinvolga tutti, perché il territorio in cui viviamo non è solo delle imprese, è dei bambini, è degli anziani, è di tutti quei lavoratori onesti che ogni mattina fanno il proprio il lavoro, dobbiamo impedire che finisca nelle mani dei Signori del crimine, che senza scrupoli mettono in ginocchio intere comunità.Confindustria lo aveva già affermato in un precedente comunicato, farà di tutto e tutto quanto in proprio potere, per evitare che ci si “assopisca” di fronte a minacce come queste, che per il loro perdurante ed avvilente meccanismo, asfissiano sempre più la società in cui viviamo.