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Ancora una impresa associata nel mirino della criminalità Stampa E-mail

Anche quest’anno, quando la stagione estiva è imminente e l’attenzione dovrebbe focalizzarsi sulla bellezza e sulla salvaguardia del nostro mare, della nostra costa, siamo invece costretti a registrare atti intimidatori che con una sconcertante puntualità si verificano con l’avvio della bella stagione. Gli imprenditori sono stanchi, esasperati, indignati, a dover combattere quotidianamente ed essere poi i “bersagli” di chi in modo vile e inaccettabile cerca di trarre profitti dal lavoro altrui.

La spavalderia criminale continua dunque a spadroneggiare e ciò fa pensare che qualcosa si stia irrimediabilmente deteriorando, prestando così il fianco ad episodi la cui frequenza si intensifica in modo sempre più incontrollabile ed intollerabile.

Capo Vaticano, le cosche aprono la stagione”, così ieri un noto quotidiano ha dato notizia di un attentato, l’ennesimo, perpetrato ai danni di un imprenditore che opera nel settore del turismo. Riteniamo che tale titolo sia molto eloquente e la dica lunga su quello che è lo stato dell’ordine pubblico e della sicurezza nella zona di Ricadi, dove si respira un’aria di profonda indignazione, che non riesce a dare certezza e tranquillità a chi è in grado di produrre occupazione.

La sensazione che si avverte, è che di fronte alle reiterate azioni criminali della malavita organizzata, si è sempre più inermi e più esposti ad intimidazioni che tendono ad alzare il tiro, mortificando l’impegno di chi con estremi sacrifici, cerca di contribuire alla crescita economica del territorio. Quella che Confindustria Vibo Valentia denuncia, sia chiaro, non è paura, non è timore di affrontare una realtà difficile, ma è più semplicemente una disamina attenta e interessata a quello che oramai non si può più definire un fenomeno, ma una caratteristica costante che condiziona lo sviluppo e la società civile.

C’è bisogno di segnali concreti, dice il Presidente di Confindustria Vibo Valentia Vincenzo Restuccia, che nell’esprimere piena solidarietà al Presidente della Sezione Turismo Giuseppe Giuliano, parla anche di forti contrasti alla criminalità, di supporto da parte delle istituzioni, di una politica incisiva in termini di repressione. A tale proposito gli industriali stanno pensando ad un programma che veda coinvolto sia l’ufficio territoriale del Governo, sia più direttamente il Ministero dell’Interno.

Totale solidarietà viene anche espressa da parte del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Vibo Valentia, che per voce del Presidente Vincenzo Renda, si dichiarano fortemente provati nel lottare continuamente questo male radicato, che in un momento così difficile per la nostra provincia, rischia di vanificare tutti quegli sforzi e quelle speranze per un domani libero da condizionamenti malavitosi ed attentati.

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