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Comune: i nodi da sciogliere Stampa E-mail
La posizione dell'Ance Vibo Valentia nei confronti del Comune di Vibo Valentia, dopo l'ultimo Consiglio Direttivo dei costruttori. Gli scenari che si presentano agli occhi dei costruttori sono sempre i medesimi, promesse, incontri, belle parole, programmazione, concertazione, impegno, ecc.
Siamo di fronte ad un sistema macchinoso, arrugginito e per niente consapevole dei ritardi accumulati in termini di crescita e sviluppo, crediamo sia giunto il momento che l’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia si adoperi concretamente a mantenere ciò che promette ma poi non garantisce.
Questo in sintesi quanto emerso a margine di un incontro del CD Ance di Vibo Valentia, che in occasione degli auguri per le imminenti festività pasquali, ha manifestato tutte le proprie perplessità per la perdurante situazione di stallo in cui versa il Comune capoluogo, sempre più riluttante al dialogo e povero di iniziative che diano spazio ad azioni concrete.

Secondo un esame del bilancio delle opere pubbliche previste, emergono dati sconfortanti che danno l’esatta misura delle incapacità politiche di chi invece dovrebbe adoperarsi per favorire lo sviluppo, opere già finanziate e delle quali non si ha contezza sullo stato dell’arte che ammontano ad un totale di circa 20 milioni di €, pensiamo a: la sistemazione idrogeologica del territorio comunale, asse città, il recupero del centro storico, la legge 13 regionale, l’ammodernamento del molo Vibo Marina, tanto per citarne alcune.
Si avverte, da parte degli imprenditori, uno stato di arretratezza, di mancanza di volontà a rimboccarsi le maniche per dare effettivamente una brusca sterzata alla situazione attuale, che si associa forse anche ad una carenza di risorse umane oltre che di attrezzature tecnologiche, e che sembra quasi rassegnata a qualsiasi tipo di aggiornamento o concertazione reale ed effettiva, si parla sempre di teorie che non trovano adeguati riscontri e che sfociano poi inevitabilmente in una insanabile situazione che determina oggettive difficoltà a lavorare nel settore dei lavori privati e pubblici.

Anche l’iniziativa più recente in ordine di tempo promossa dal Comune, e per la quale va riconosciuto un doveroso plauso all’assessore Carmelo Aiello, quella dell’istituzione di un laboratorio di urbanistica, se da un lato è meritevole per aver dato spazio e interesse anche alle imprese, dall’altro ripropone il già diffuso ed atavico atteggiamento secondo il quale gli imprenditori, a giusta ragione riconosciuti come il vero motore propulsivo per lo sviluppo economico, sono semplicemente informati sugli argomenti, in questo caso la proposta di indirizzi per la redazione del PSC, ma non sono tenuti in debita considerazione al momento della programmazione, quando cioè si dovrebbero sinergicamente progettare opere ed interventi richiesti da una base operativa locale.
In tal senso sarebbe per esempio auspicabile una partecipazione di un rappresentante del settore delle costruzioni nella conferenza di pianificazione prevista dal documento di cui sopra.
Sarebbe pertanto opportuno che, concordano all’unisono i costruttori Ance, coloro i quali sono stati chiamati a governare la città, avessero un po’ a cuore quelle che sono le sorti non solo degli imprenditori, ma della collettività in genere, che dopo aver dato loro fiducia alle urne si trova ad essere ripagata non con la stessa moneta, ma con le illusioni che oggi modellano gran parte della programmazione politica del territorio.

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