| Comunicato stampa Ance VV |
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| mercoledì 22 settembre 2010 | |
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I Costruttori apprezzano l'iniziativa del Comune di richiedere una nuova ordinanza, inerente il blocco edilizio imposto in alcune zone dichiarate a rischio dopo l'alluvione del 2006. Soddisfazione è stata espressa dai vertici dell'Ance di Vibo Valentia, nell'apprendere la notizia che l'Amministrazione Comunale di Vibo Valentia ha inoltrato una nuova richiesta di ordinanza al delegato all'emergenza alluvione, ovvero il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, tesa a chiarire gli ambiti entro i quali si può porre fine al blocco edilizio imposto in alcune zone dichiarate a rischio. La richiesta che una nuova ordinanza rivisiti, nel pieno delle esigenze tecniche di garanzia necessarie, quelle precedenti, è sicuramente un fatto positivo anche se, va sottolineato che l'Ance Vibo Valentia, di comune accordo con gli Ordini Professionali del settore e le OO. SS., aveva già più di un anno fa proposto iniziative "fattibili" che dipanassero l'intrigata matassa che, lo ricordiamo, blocca un intero comparto economico del nostro territorio dal 5 febbraio 2009. "Adeguare gli strumenti di pianificazione comunale, attuare specifici interventi per la messa in sicurezza dei suoli, valutare la compatibilità di rischi alluvionali in tutti i tipi di intervento edilizio ed in tutti i permessi per la realizzazione di nuovi cantieri, ecc." erano in sintesi solo alcuni dei passaggi di un documento sottoscritto dagli Enti sopra citati, presentato pubblicamente a maggio dello scorso anno. Ci rendiamo conto, evidenzia il Presidente Ance Vibo Valentia Fausto Marino, che i tempi della politica spesso non sono quelli dell'impresa, però sarebbe opportuno accelerare tutti quei procedimenti amministrativi che ancora oggi generano effetti disastrosi per le imprese in termini economici e produttivi. Se si guarda attentamente al settore delle costruzioni, che nella nostra provincia ha l'onere di sostenere quasi 1 famiglia su 4, la paralisi assume caratteristiche ancora più significative tenendo conto del fatto che in questa delicata fase è il solo comparto che, con una certa immediatezza, può garantire sostegno alle attività produttive dell'intera filiera. Computando infatti anche le imprese che operano in sinergia con il settore delle costruzioni (rivendite di materiali edili, elettrici, arredi, serramenti, cemento, ferro, ecc.), si può affermare che salgono a 2 su 4 le famiglie che in provincia potrebbero vivere grazie al "mattone". Apprezziamo dunque l'iniziativa del Comune di Vibo, sostiene Marino, ma per noi imprenditori è comunque necessario operare in condizioni di efficienza e di competitività perché la competitività non la fanno le imprese da sole: ci vuole un sistema che supporti il nostro impegno, che ci metta in grado di esprimere tutte le potenzialità, un'inversione di tendenza insomma, un "ultima occasione" che si spera possa essere sfruttata dalla classe politica, che non deve solo registrare le criticità, deve agire, proporre delle soluzioni per lo sviluppo socio-economico. |




























