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Comunicato stampa Ance Stampa E-mail
marted́ 07 settembre 2010
Piano straordinario contro le mafie, avanti tutta, ma attenzione alle piccole imprese.

La recente approvazione (13 agosto) del cosiddetto nuovo Piano Antimafie, impone  l`obbligo di tracciabilità dei flussi finanziari a decorrere dal 7 settembre per gli appaltatori, subappaltatori e subcontraenti appartenenti alla filiera delle imprese a qualsiasi titolo interessata ai lavori, ai servizi e alle forniture pubbliche.

Tali Soggetti dovranno impiegare unicamente conti correnti (bancari o postali) dedicati e i relativi movimenti potranno essere effettuati esclusivamente tramite lo strumento del bonifico bancario o postale. In caso di violazione di tali obblighi sono previste pesanti sanzioni amministrative.

Complessivamente un impianto normativo che i Costruttori vibonesi apprezzano e condividono sia nella sua essenza, sia nel merito, ma che genera nella sua applicazione alcune riflessioni.

Sembrerebbe infatti palese, che i flussi finanziari di cui dispone un'impresa "sana" provengano dalla resa di beni e servizi che la stessa effettua in cambio del corrispettivo pattuito e che tali flussi vengano destinati poi a coprire i costi sostenuti e per differenza a generare utile d'impresa.

Tale ciclo, che sembra quasi banale nella sua realizzazione, in realtà viene intaccato ed interessato dalle complesse vicende che gravano attorno alla vita d'impresa e di tutti i portatori di interesse.

Primo tra tutti il sistema della PA e della classe dirigente che la governa, l'apparato tecnico e burocratico gioca oggi ancor di più il ruolo determinante nella sconfitta delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici.

Il legislatore con l'introduzione del nuovo art. 353-bis c.p., relativo al reato di ``turbata libertà del procedimento di scelta del contraente``, ha inteso punire pesantemente, già in fase pre-gara, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turbi il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto.

Una previsione che soddisfa ma che non esclude, in assenza di un potenziamento del ruolo concreto della S.U.A., la possibilità che a valle di tale procedimento si possano annidare pericolosissime insidie, che rendono debole il contrasto ed inefficace la norma. Garantire il corretto svolgimento della gara è invero solo una parte della soluzione globale.

È necessario proseguire nella tutela della realizzazione dell'opera per tutta la vita dell'appalto, rispettando fedelmente non solo tali innovative previsioni, ma anche le norme già esistenti che regolano la correttezza dei rapporti tra la PA gli Istituti di credito e le imprese.

Il rispetto dei tempi di pagamento, il ruolo del sistema creditizio, la copertura finanziaria certa, sono gli elementi che innescano lo sfasamento del ciclo dei flussi finanziari, strangolando l'economia e paralizzando il mercato del lavoro.

L'obiettivo auspicabile è quello di ottenere dalla pubblica amministrazione tempi di pagamento certi ed accettabili.

Non un suggerimento, o una timida richiesta, o peggio ancora una discrezionalità/facoltà lasciata alla volontà di questo o di quel burocrate, è un diritto dell'impresa.

Ritardare artatamente la liquidazione dell'erogazione delle quote di avanzamento lavori è "atteggiamento" assai diffuso i tutti i livelli della PA, ed è reato.

Si chiede da più parti il rispetto delle regole da parte delle imprese, chiediamo rispetto delle regole alla PA.

Quando è lo Stato, o le sue articolazioni locali, a ritardare i pagamenti costringendo l'impresa all'indebitamento bancario patologico, e quando si lasciano gli Istituti di credito, controllati nel loro operato da essi stessi, liberi di stringere a loro piacimento i cordoni dell'accesso e del costo del credito, vuol dire che le regole ed il rispetto delle stesse non valgono per tutti.

Se l'impresa non paga, se le sue temporanee difficoltà di cassa non permettono il perfetto bilanciamento dei flussi, lo Stato non aspetta, chiede il conto e lo lascia riscuotere al "braccio" Equitalia.

Quando sono le Amministrazioni a non rispettare le regole, mandando in gara opere non coperte da finanziamento, progettazioni discutibili, prezzi e capitolati che non tengono in considerazione alcun Prezziario, quando succede questo, si lascia aperta la porta all'ingresso delle imprese colluse, dei faccendieri, del malaffare.

L'Associazione dei Costruttori vibonesi saluta con fiducia e speranza le nuove regole, che andranno a completarsi, secondo le previsioni, con l'introduzione di altri provvedimenti ma auspica che il controllo sul rispetto delle regole si effettui, una volta per tutte, anche all'interno delle amministrazioni e che all'inadempimento "dell'amministratore pubblico" seguano le opportune sanzioni.

Gli imprenditori invitano altresì gli Enti locali ad una pronta ed energica risposta e sperano in una nuova stagione di fermento produttivo, di  voglia di fare, che possa dare nuova linfa ad un tessuto produttivo lungamente provato da una stagnazione durissima, aggravata dalle deboli capacità di reazione di un territorio che stenta a riaffermare e rivendicare con dignità e forza la propria esistenza.