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Confindustria Vibo Valentia congiuntamente alle OO. SS., stigmatizza l'atteggiamento di alcuni politici che non favoriscono il dialogo e il confronto, portando l'economia del territorio verso un tracollo annunciato.
Anche se molti esperti sembrano essere oramai concordi circa “l’inizio della fine” di questa lunga fase di recessione, visti i primi timidi segnali di ripresa economica, riteniamo al contrario che quella che sta vivendo attualmente la provincia di Vibo Valentia sia forse la fase più dura e delicata della “crisi del secolo”.Peraltro, se da un canto molti degli effetti della crisi locale sono da attribuire allo scenario di politica economica internazionale, va altresì detto che parte degli effetti disastrosi possano essere addebitati anche alle disfunzioni tipiche della nostra area ed ai meccanismi politici distorti che stanno generando forse ancor più danni della crisi stessa.Una politica locale malata ed inefficiente che non solo non ha sostenuto adeguatamente l’economia del territorio, ma che in alcuni casi ne rappresenta la primaria causa del tracollo. Ripiegata su se stessa e sulla necessità di dare esclusivamente risposte alle logiche del riposizionamento, della corrente, delle elezioni, della leadership, risulta totalmente aliena dalla vita reale e sostenuta dalla colpevole inconsistenza delle forze di opposizione, che stentano ad avere esse stesse identità, dimensione e contorni.Ciò premesso riteniamo di dover evidenziare pubblicamente una delle pagine più buie che ha vissuto questa comunità, oltraggiata dalla condotta inqualificabile dell’Assessore alle Politiche Comunitarie ed alle Attività Produttive, che abbandonando i lavori della riunione di concertazione da lui stesso convocata d’intesa con il Presidente della Provincia lo scorso 25 settembre presso la sede dell’Amministrazione provinciale ha appalesato l’atteggiamento “proprietario” e discrezionale delle istituzioni pubbliche. In quella sede erano state invitate a “concertare” le più rappresentative organizzazioni sociali, economiche ed istituzionali della Provincia: Comune di Vibo Valentia, Consorzio per lo Sviluppo Industriale, Camera di Commercio, Vibo Sviluppo, CGIL – CISL – UIL, Confindustria e Ance, in spregio a quello che loro rappresentano, sono state lasciate senza nessun rispetto né del ruolo né delle persone.
Nonostante l’irresponsabile condotta dell’Assessore Paolo Barbieri, il Tavolo, nell’interesse dell’intera comunità ha proseguito i lavori, consegnando comunque al Presidente De Nisi un mandato condiviso e collegiale ed un preciso contributo che auspichiamo possa produrre risultati concreti ed effetti positivi, nel tentativo forse velleitario, di recuperare il tempo perduto e che poteva essere utilizzato proficuamente per una vera concertazione capace di focalizzare le priorità infrastrutturali del territorio.
E’ stato prodotto comunque un documento condiviso, che non cancella la gravità di una condotta che i partecipanti non hanno mancato di condannare in quella sede al Presidente De Nisi rimasto a presiedere i lavori e, ancor di più successivamente, inviando una nota congiunta alla quale alla data odierna non è stato fornito alcun riscontro. Bene, se questo è il modello di programmazione adottato da questa Amministrazione, se questo è il metodo concertativo che anche in futuro intende perseguire, a noi non resta che evidenziarlo e non sottacerne le mancanze e le debolezze.Se nel rispetto dell’Istituzione abbiamo ricercato un dialogo sobrio e concreto, volto a risolvere i problemi al di là dei proclami e dei formalismi, dobbiamo registrare che ad esso non ne seguono atti e riscontri, allora riteniamo non serva neppure seguire il rigore del Protocollo Istituzionale che chiede riservatezza ed impone dialogo ed intesa.Preso atto di questo imbarazzate silenzio Istituzionale, esprimiamo fortissimo dissenso e viva preoccupazione per la complessiva mancata capacità di governo dei processi e del territorio, da parte dell’Amministrazione provinciale. Rilevando altresì che quella che sembrava una vera rivoluzione copernicana, messa in atto con coraggio dal neo Presidente De Nisi, pare oggi naufragata, vittima di una serie di metodici aggiustamenti che hanno reso lentamente ed inesorabilmente immobile il meccanismo di programmazione sia di breve sia di lungo periodo, della Giunta stessa.Una paralisi che in questo delicato momento era assolutamente indispensabile evitare e che si estrinseca sia con una mancanza di atti anticrisi immediati e concreti, sia dall’incancrenirsi delle “solite” e purtroppo ancora irrisolte inefficienze. Confindustria e Ance Vibo Valentia – CGIL – CISL – UIL
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