| Comunicato stampa: La stagione delle intese |
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| mercoledì 21 luglio 2010 | |
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Attenta disamina della situazione di stallo in cui versa il territorio. Il Presidente Arena: servono larghe intese in grado di rilanciare la crescita dell'economia.
Lo sviluppo industriale della nostra provincia vive da tempo una stagione di stallo, solo in parte dovuta alla terribile congiuntura internazionale, molto più realisticamente prodotta invece dalle gravi carenze, strutturali, sedimentate e stratificate nel tempo. Una "situazione di fatto" - evidenzia il Presidente Arena a margine di una seduta del Consiglio Direttivo - che trova le sue origini nella pluriennale mancanza di una efficace programmazione di politiche industriali, mancanza invero addebitabile a tutte le componenti che a vario titolo dovrebbero contribuire a rendere un territorio maggiormente attrattivo. "Piani Strutturali Comunali non presenti, assenza di intese istituzionali, malanni della politica asfittica e debolezze umane, completano il quadro e rendono decisamente poco praticabile per gli investitori privati, l'azzardo imprenditoriale. Siano essi capitani d'impresa, artigiani o commercianti - sostengono i Consiglieri - lo scenario non cambia molto. Tutti si trovano di fronte gli stessi freni: ridotta mobilità, nessuna interconnessione delle aree, assenza di centri servizi, insufficiente infrastrutturazione e dotazioni di base, anarchia normativa. Tutto ciò in aree dove la filiera socioeconomica è purtroppo ancora troppo debole e poco strutturata, impossibilitata a generare forti e condivise "visioni" collettive. Mancate visioni e sinergie che producono un doppio danno, favorendo da un canto l'inerzia che logora chi c'è, chi già esiste, chi già lavora, dall'altro il nanismo economico che riduce le possibilità di crescita e di espansione, di conquista di nuovi spazi, di nuove idee, di nuove sfide. Le dichiarate disponibilità al confronto - affermano ancora i vertici - quale base e fondamento della creazione di proficue relazioni produttive, non bastano più, non servono ulteriori test o prove generali, e neppure tenui tentativi di partecipazione. Riteniamo sia giunta la stagione delle larghe intese, quelle vere. Quelle che generano scelte difficili e forse impopolari, ma che portano la ventata di innovazione radicale necessaria a superare non solo la fase contingente, ma a creare sviluppo reale e duraturo. Per affrontare correttamente "il dopo" della lunga crisi che ha segnato per sempre le memorie degli operatori economici, serve una energica ripartenza che stimoli i mercati e sostenga chi attende alla finestra che passi il peggio. Confindustria è convinta che la via da percorrere sia quella delle "larghe intese" che possano coinvolgere i corpi sociali, la politica ed i responsabili della Pubblica amministrazione. Il necessario coinvolgimento di questi attori, non può essere lasciato alla volontà dei singoli, ma deve essere governato da Enti sovracomunali capaci di gestire questi poli di attrazione imprenditoriale, dotati di servizi "tradizionali", di cui ogni impresa necessita e di quelli "innovativi", che insieme alle dotazioni minime rendono graditi i territori. Tale coinvolgimento appare ancora più necessario alla luce di un contesto - prosegue Arena - dove si inseriscono le Zone Franche Urbane, vere e proprie nicchie di concorrenza "sleale", che intercettano le scelte di localizzazione di nuove iniziative imprenditoriali e generano una competizione esasperata tra territori. I dati della ripresa degli ordini e del fatturato - conclude il Presidente - ci spingono a credere che siamo al termine di un terribile periodo, abbiamo il dovere di ripartire avendo chiaro il ruolo e gli obiettivi che, anche in un serrato ma leale confronto, possano portare ad una nuova stagione di crescita della nostra economia. |






























