| Comunicazioni: ancora difficoltà nella zona di Ricadi |
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| lunedì 13 luglio 2009 | |
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Mancata copertura del servizio, tecnologie e reti obsolete, guasti continui e ripetuti, così l'assenza di connessioni di qualità isola dal mondo l'area a maggiore vocazione turistica della Calabria. Altro che super velocità e banda larga, le comunicazioni sia voce che dati delle aree industriali vibonesi viaggiano ancora su una littorina a vapore di borbonica memoria. Questa la situazione evidenziata da una serie di segnalazioni e da una successiva analisi voluta dal Consiglio Direttivo della Sezione Turismo dell'Associazione, allarmato dai numerosissimi casi di disservizi evidenziati da tempo nell'area di Capo Vaticano. Sembra una maledizione, che puntualmente nel periodo di alta stagione affligge in particolare la zona di Ricadi e che conferma un quadro estremamente allarmante fatto di quotidiana impossibilità di effettuare una semplice connessione o trasmettere una e-mail, il tutto come si diceva nel periodo invece in cui la funzionalità di un territorio ad alta vocazione turistica, dovrebbe essere un fattore quanto meno ineccepibile. Alla luce dei dati raccolti, sostenere che il servizio è di bassa qualità è un puro eufemismo, infatti, i danni provocati dal blocco totale delle attività telematiche di decine di strutture per giorni e giorni, sono ormai incalcolabili, per non parlare delle incomprensioni con clienti e fornitori che immaginano nella migliore delle ipotesi una Calabria ancora chiusa nel suo isolamento. La realtà del territorio è che gli imprenditori lamentano costi altissimi per ottenere sulla carta linee internet veloci, mentre i ragazzini giocano on line alla velocità della luce con pochi spiccioli. Una situazione che penalizza molto le fasce costiere, dove gli operatori turistici vengono travolti e soverchiati dai concorrenti di altre regioni più avanzate della nostra che oramai vivono di prenotazioni via web e di vetrine virtuali che consentono ai turisti di tutto il mondo di fare il tour delle strutture ricettive. Naturalmente la posizione ufficiale dell'unico gestore fa intendere chiaramente agli imprenditori che i piani di sviluppo, nel futuro, prevedono una progressiva copertura di tutte le aree e questo li farebbe ben sperare se non fosse notizia stantia da parecchio tempo. La nostra - sostiene il Presidente della Sezione Turismo di Confindustria - è una condizione che è giusto definire umiliante, poiché nonostante i nostri continui sacrifici per cercare di impostare uno sviluppo sostenibile del settore, mandando avanti la propria azienda in quel Sud sempre più lontano, dobbiamo oggi nel 2009, confrontarci ancora con gravi problemi di comunicazione, in un mondo in cui la comunicazione è di vitale importanza. |






























