| Confindustria sul black out. |
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Black out, Confindustria: "E' emergenza nazionale. Basta con il rimpallo di responsabilità, subito una politica energetica".
Roma, 28 settembre 2003 - "La questione energetica è diventata ormai emergenza nazionale. E' indispensabile che il governo Berlusconi la affronti in maniera decisa e definitiva uscendo da questo rimpallo di responsabilità, che rischia di mettere in ginocchio l'economia italiana in un momento in cui sono urgenti chiare politiche di sviluppo. Il black out elettrico verificatosi oggi sull'intero territorio nazionale è il frutto drammatico di una lunga serie di errori, che da più di vent'anni il nostro Paese compie, e dalla mancanza di una chiara e precisa politica energetica nazionale". Una immediata politica energetica; la costruzione di nuove centrali; il completamento delle reti di interconnessione bloccate; la proroga, domani stesso, dello sconto sulle aliquote del gas: sono queste le richieste di Confindustria al governo, subito dopo il black out che ha paralizzato il Paese, e i cui costi - fa notare - sarebbero stati molto più gravi se l'interruzione elettrica si fosse verificata in un giorno lavorativo. "L'abbandono dell'energia nucleare; la politica delle fonti energetiche che ha ridotto al minimo l'uso del carbone; le logiche con le quali sono stati affrontati i problemi della liberalizzazione del mercato; i costi della cessione delle centrali da parte dell'Enel; l'impossibilità di lasciar costruire nuove centrali; un quadro regolatorio definito con lentezza e sistematicamente lasciato incompleto; la difficoltà a far partire la nuova borsa elettrica così come proposto da tutti gli operatori del mercato; il rimpallo continuo sulle nomine del Gestore del Mercato elettrico": questi sono gli errori che Confindustria denuncia da tempo. Gli stessi che fanno dell'energia un "gravissimo problema nazionale", che costringe le aziende italiane a pagare l'energia elettrica il 40% in più (il gas il 20% in più), rispetto alle loro concorrenti europee, e le famiglie italiane il 20% in più. In questo Paese - fa notare ancora Confindustria - il governo delle infrastrutture energetiche essenziali è oggi fuori controllo per i seguenti motivi: Ci sono delle cose - fa notare Confindustria - che si possono fare subito: il Consiglio dei ministri può varare domani stesso la proroga sulla riduzione delle accise sul gas e sui carburanti emulsionanti. Le aziende italiane aspettano da quattro mesi un decreto e non sanno qual è il prezzo del gas in Italia. Siamo ancora in attesa che il Parlamento approvi la legge quadro sul settore energetico (DDl Marzano). Dopo il precedente black out sembrava che tutto fosse stato deciso, poi non è stato fatto più nulla. Su provvedimenti meno importanti per l'economia del Paese, il Parlamento è messo in condizione di decidere in pochi giorni. Il black out di oggi - aggiunge Confindustria - non è dovuto solo ai guasti sulle reti di importazione di energia verso l'Italia, non hanno funzionato - e questo è più grave - gli impianti di riserva, mentre le centrali nazionali erano utilizzate al minimo. Gli italiani infatti pagano circa 900 miliardi delle vecchie lire nelle tariffe elettriche per remunerare gli impianti cosiddetti di riserva, che dovrebbero entrare in funzione nel caso di rischio black out. Nonostante la nostra richiesta di accesso agli atti del GRTN dopo il collasso energetico del 26 giugno scorso, non siamo riusciti a capire come vengano utilizzati questi importi riscossi dal gestore della rete. Va fatta chiarezza al più presto, per capire anche come mai questa notte non siano entrati in funzione proprio gli impianti di riserva. Prima dell'avvio del mercato elettrico - conclude Confindustria – è necessario avviare una rete di trasmissione in grado di sostenere un sistema di mercato. Vanno realizzati, soprattutto, nuovi investimenti per migliorare la qualità del servizio. \n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ?subject=relazioni esterne"> Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |




























