| Criminalità: dove andremo a finire? |
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Solidarietà e preoccupazione per l'ennesimo attentato subito da una azienda associata.
La sensazione che si avverte è che, di fronte alle reiterate azioni criminali della malavita locale, si è sempre più inermi e più esposti ad intimidazioni che tendono ad alzare il tiro, mortificando il lavoro e l’impegno di chi, con estremi sacrifici, cerca di contribuire alla crescita sociale ed economica del territorio. Ci chiediamo, fino a quando sarà possibile sopportare tali dannose umiliazioni? Fino a quando sarà possibile affrontare questa lotta impari che fino ad oggi ci ha visto sempre e comunque sconfitti? A parlare è l’Ing. Giuseppe Macrì, Presidente della Sezione Turismo di Assindustria Vibo Valentia, che dopo l’ennesimo attentato perpetrato ai danni di una impresa associata, denuncia quella che potrebbe essere una inevitabile conseguenza a tutto ciò, la scelta cioè da parte delle imprese, di mollare tutto. Gli imprenditori sono infatti stanchi, di lottare senza garanzie sul futuro, questo male ormai radicato che impedisce qualsiasi forma di sviluppo e di attività ed attanaglia le aziende in una morsa sempre più soffocante e priva di sbocchi. Non è paura, non è timore di affrontare una realtà difficile, ma riteniamo che il lavoro delle imprese sia quello di confrontarsi con il mercato, produrre, creare occupazione e non combattere chi è lasciato libero di danneggiare così barbaramente il già fragile sistema produttivo del territorio. La spavalderia mafiosa continua dunque a spadroneggiare e ciò fa pensare che sul piano dell’ordine pubblico e della sicurezza, qualcosa si sta irrimediabilmente deteriorando, prestando così il fianco ad episodi criminali, la cui frequenza si sta intensificando in modo spaventoso. C’è bisogno di segnali concreti, di forti contrasti alla criminalità organizzata, di un supporto delle Istituzioni, affinché vi siano speranze per combattere una battaglia che oggi purtroppo ci vede soccombere. Bisogna rimuovere questo stato di profonda indignazione che si “respira” nel mondo del lavoro, dare sicurezza e tranquillità a chi è in grado di produrre occupazione, allontanando quella rassegnazione ormai tangibile di chi sa di vivere in una terra sul cui futuro si addensano sempre più nubi. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |




























