| Edilizia bloccata |
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| venerd́ 27 marzo 2009 | |
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L'empasse in cui è piombata l'Amministrazione Comunale di Vibo Valentia, sta avendo effetti disastrosi in termini economici e produttivi, non solo per il settore edile ma anche per altri comparti ad esso satellitari. La paralisi che sta vivendo il comparto edile conseguentemente al "blocco" dell'Amministrazione comunale all'indomani delle azioni giudiziarie della Procura di Vibo Valentia, trova il principale motivo non negli atti giudiziari che devono necessariamente seguire il loro corso naturale e sui quali confidiamo pienamente nell'opera della Magistratura, ma bensì nell'apatia e nell'inattività di un'intera Amministrazione, sia essa rappresentata dal Sindaco, dai suoi Assessori o dai Dirigenti. L'offerta di collaborazione tecnica, la ricerca faticosa di ogni possibile soluzione, la disponibilità a comprendere le ragioni della politica, la volontà di non cedere alla facile polemica o all'attacco preventivo al fine di scongiurare questi devastanti effetti, non sono infatti serviti a nulla. Il Sindaco della Città ed il suo Esecutivo hanno ignorato ogni segnale, ogni sforzo, ogni offerta, proveniente dalla maggiore Associazione di categoria che tutela e rappresenta le imprese ed i Costruttori Edili della Provincia di Vibo Valentia. Confindustria ed Ance hanno lavorato seriamente ed in silenzio, per come sono abituate a fare, offrendo al Sindaco, ai suoi Assessori ed ai Dirigenti dell'Amministrazione, in ripetuti incontri nell'arco di questi mesi, approfondimenti, pareri ed analisi, attendendo che almeno una parte di loro decidesse ed attuasse misure ed azioni a tutela dell'Ente, delle imprese e dell'intera cittadinanza. Ma anche in questa vicenda, come del resto in tutto il mandato dell'Amministrazione Sammarco, è prevalsa la filosofia del non fare, del non decidere, dell'attesa di chissà quale evento che potesse risolvere, al posto dell'Amministrazione, le scottanti questioni. Questo è il risultato della gestione del Sindaco che ha incarnato la filosofia della non decisione, che ha adottato la strategia del non negare e del non concedere, nel tentativo, sinora ben riuscito, di tenere disperatamente a galla una barca che non solo fa acqua da tutte le parti ma, che ancor peggio, provoca danni incalcolabili ad una comunità ormai stordita ed agonizzante. Un'Amministrazione che non ha intrapreso nessun atto ufficiale, nemmeno uno, all'indomani della pubblicazione delle diverse Ordinanze del Commissario Delegato, per prevenire e risolvere una crisi che si palesava nella sua entità di giorno in giorno e che si manifesta oggi nell'ultimo atto, come una ghigliottina sul collo di una economia già smembrata da banche tutt'altro che etiche e crisi mondiali. Questa è l'Amministrazione sorda e miope che con la sua negligente inoperatività, ha colpevolmente contribuito allo scempio di una città in balia dei venti che a volte tolgono ed a volte restituiscono teatri, ospedali, tangenziali, strade e palazzi. Un'Amministrazione che governa "non governando" una città in emergenza continua e globale (sanità, edilizia, rifiuti, viabilità, PSC, qualità della vita), ricorrendo ai rinvii, alle dilazioni, ai forse e che solo adesso con le spalle al muro, decide di affidare ai tecnici l'incarico per dipanare una matassa davvero ingarbugliata. La decisone di scaricare ancora una volta le responsabilità politiche pesanti come macigni nella mera ricerca di tecnicismi e soluzioni, poteva e doveva essere attivata ben prima di oggi, dato che tale intuizione, davvero tardiva, comporterà comunque il prolungamento della paralisi per chissà quanti mesi ancora. Una misura che, peraltro, riteniamo assolutamente insufficiente e che ci costringe da un canto a stimolare questo dibattito, nell'auspicio che possa trovare condivisione anche delle altre categorie produttive e professionali, dall'altro a proseguire comunque nell'offerta di supporto che potrebbe culminare con la costituzione di un tavolo tecnico collegiale che possa individuare misure e provvedimenti condivisi e urgenti. In assenza di attività e segnali concreti crediamo che l'Amministrazione Sammarco debba prendere atto dell'impossibilità di proseguire nel mandato, crediamo che i cittadini ed i corpi intermedi, di qualunque estrazione, debbano far sentire ed esercitare chiaramente la loro ferma e totale condanna e sfiducia nei confronti dell'azione di una classe politica che ha disatteso interamente le legittime aspettative e le esigenze di un'intera comunità.
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