| Gli Industriali scrivono al Governo |
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Lettera aperta al Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, dopo le recenti dichiarazioni dell'On. Angela Napoli.
Signor Ministro, quanto affermato dall’On. Angela Napoli, durante una conferenza stampa tenutasi a seguito dell’incontro con il Comitato per l’ordine e la sicurezza della Provincia di Vibo Valentia, testimonia in che misura una carica altamente rappresentativa dello Stato, nello specifico il Vicepresidente della Commissione antimafia, sia concretamente lontana dalla volontà di risolvere realmente i problemi della Calabria, e fra questi “il problema dei problemi”: la criminalità organizzata. Mortifica profondamente nell’orgoglio e offende la dignità, l’approssimazione con la quale l’On. Napoli etichetta tutti gli imprenditori vibonesi e calabresi come collusi, salvo alcune “lodevoli” eccezioni come lei stessa ha voluto definirli. Signor Ministro, le “lodevoli” eccezioni cui si riferisce l’On. Napoli riteniamo siano tante, tantissime in questa regione. Imprenditori e cittadini talmente “lodevoli” da pagare in prima persona e talune volte con il coinvolgimento dei propri cari, per le affermazioni espresse nelle sedi deputate a raccoglierle. Riteniamo contrario ad ogni comportamento etico e deontologico che il Vicepresidente della Commissione antimafia, rilasci dichiarazioni basate su ipotesi del tutto personali, facendole passare come sentenze, su cui invece non esiste alcun pronunciamento seppur provvisorio della Magistratura. Il clima di inquisizione e di caccia agli imprenditori, che l’On. Napoli ha voluto creare, non serve a dare fiducia alle tante “lodevoli” eccezioni. Anzi alla luce della difficile tutela della loro stessa incolumità da parte dello Stato e della continua vessazione da parte della criminalità organizzata, si sentono sempre più stretti da una tenaglia che strozza ogni loro possibile reazione. Vorremmo poter apprezzare l’attaccamento dell’On. Napoli alla nostra Regione, misurandola per le iniziative concrete che come parlamentare avrebbe potuto stimolare e produrre attraverso l’Organo che rappresenta ed il ruolo che ricopre. In tal senso ci piacerebbe sapere quali strumenti e quali provvedimenti ha invocato per l’avvio a guarigione di questo “cancro” che è la criminalità organizzata, al di là dei proclami esternati e delle svolte richieste a mezzo stampa. Signor Ministro, quanto richiesto al Capo dello Stato nei giorni scorsi dalle forze sane di questa Regione non è la militarizzazione tout court del territorio, semmai il potenziamento delle risorse destinate al suo effettivo controllo al fine di rendere ancor più efficace l’opera delle forze dell’Ordine. Il presidio ed il controllo del territorio è il primo fondamentale passo per la riconquista della fiducia degli imprenditori e dei cittadini tutti nello Stato. Solo successivamente si potrà avviare una diffusa opera di moralizzazione, una “rivolta culturale” che costituisca la solida base per la rinascita del senso civico ed il rispetto delle regole da parte di tutti. A Lei, Signor Ministro, chiediamo un autorevole quanto deciso intervento mirato a ribadire l’imprescindibile necessità di costruire una nuova Calabria a cui deve obbligatoriamente ispirarsi l’azione di un cosi alto rappresentante dello Stato. Diviene infatti vitale affrontare con estrema chiarezza e senza possibili equivoci una gaffe istituzionale che rischia di accomunare, in una disastrosa quanto dissennata ipotesi, vittime e carnefici. Certi della Sua riconosciuta sensibilità, confidiamo in un Suo interessamento e Le porgiamo i più cordiali saluti. Giuseppe Caffo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |






























