| Imprenditori alle corde |
|
|
|
La politica mette alle corde gli imprenditori: l'Ance Vibo Valentia chiede maggiore efficienza politico-amministrativa e maggiore attenzione per l'imprenditoria locale.
La politica mette alle corde gli imprenditori: oggi è questo che succede, siamo in presenza di una palese incapacità degli Amministratori di governare i processi di sviluppo. È inutile tergiversare, bisogna chiamare le cose con il loro nome, bisogna chiedere conto di ciò che si fa in nome e per conto della collettività e del mandato ricevuto. L’Associazione dei Costruttori di questa provincia ha deciso di farlo già da tempo con il tono ed il ruolo che le competono, senza mai alzare il livello dello scontro, mai oltre le righe ma anzi tentando sempre e comunque la strada del confronto e del dialogo. Oggi la strada del dialogo sembra però segnare il passo. Il confronto è divenuto sterile, le richieste inascoltate ed il nostro giudizio non può che essere completamente negativo. È stata chiesta attenzione per le imprese, attenzione a questa parte di società civile che deve essere considerata “valore” da preservare e non capro espiatorio delle inefficienze politico-amministrative. Per fare crescere delle alte e robuste querce è necessario coltivare con molta attenzione piccole piante, non si diventa grandi in fretta, noi non l’abbiamo preteso dai nostri rappresentanti politici ed amministrativi all’indomani della nascita della nostra Provincia. Abbiamo avuto pazienza, molta. Mentre a noi si chiedeva e si chiede tutt’oggi di essere professionali e qualificati. Ebbene noi abbiamo imparato, anche in fretta, la competizione del resto non ci permette tempi lunghi e siamo cresciuti, oggi siamo una realtà che opera e lavora in tutto il territorio nazionale. Chi ancora non è cresciuto è la nostra Amministrazione che continua a preferire i professionisti e le imprese che “vengono da fuori”. Forse la nostra Amministrazione non sa o non vuole sapere che le imprese vibonesi lavorano oramai sempre più “fuori” in contesti che apprezzano e gratificano il lavoro svolto. Il lavoro, le imprese vibonesi sono andate a cercarlo altrove perché qui non ci sono più spazi, progetti ed opere da realizzare per le imprese qualificate, perché qui la programmazione delle opere è materia di pura fantasia ed i lavori realmente appaltati sono pressoché inesistenti. Ed allora ci chiediamo perché appaltare comunque opere palesemente irrealizzabili per gravissime carenze progettuali, assenza di indagini tecniche obbligatorie, approssimativi computi metrici e con indicazioni di prezzi che non fanno alcun riferimento al Prezziario Regionale ? Proprio così ! La gara di importo superiore ai 7 milioni di euro mandata in appalto dall’Amministrazione provinciale relativa alla realizzazione dei lavori di collegamento rapido della strada “ Svincolo A3 Serre – Vibo Valentia –Tropea ” è una offesa alla nostra imprenditoria ed alle regole che disciplinano i Lavori pubblici. Bandi come questo incoraggiano lo sfruttamento del lavoro nero ed a trascurare la sicurezza nei cantieri per colpa di prezzi non remunerativi e soprattutto non desunti dai prezziari ufficiali o in alternativa individuati tramite analisi per come previsto dall’art. 34 del Regolamento Generale dei Lavori Pubblici (Dpr 554/99). Forse, sarà qualche grande impresa ad aggiudicarsi i lavori che poi, non avrà altro che da far lavorare gli avvocati per ottenere risarcimenti per un lavoro che non farà e, lasciare a bocca asciutta committenza, imprese e cittadini. Un film già visto e, che con molta probabilità darà replica per questo bando che proprio oggi ha fissato la data di chiusura di trasmissione delle offerte. L’invito che come ANCE formuliamo è quello ad una riflessione serena ed aperta, la nostra disponibilità è piena nella speranza che anche altre forze economiche, sociali e politiche decidano di intervenire per consentire quella inversione di pensiero tanto auspicata da tutti. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |






























