| Intervento del Presidente Arena sul rinnovo del Consorzio industriale |
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| marted́ 03 agosto 2010 | |
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Il Presidente Arena interviene sul rinnovo del Consiglio del Consorzio Industriale di Vibo Valentia.
È vero. È tutto vero ma non serve a nulla. Gli industriali, le imprese, rappresentano la vera ossatura, la linfa vitale, il motivo di esistere di un’area industriale. Lo hanno detto tanti politici, anzi tutti. Ma questo non serve. Non basta. Il risiko della politica ha compiuto il suo ennesimo inganno, il suo definitivo scippo, rispettando il copione della sola composizione chimica delle correnti e dei correntoni di partito e di coalizione. La spartizione è fatta! Si è compiuta la lottizzazione più bieca, propinata questa volta dallo slogan del nuovo che avanza, dal tormentone noi siamo differenti, noi siamo il cambiamento. Quella stessa politica che qualche tempo addietro era stata pronta ad occupare le pagine dei quotidiani, offesa dal comportamento miope dell’allora forza di maggioranza, indignata per l’incapacità di vedere la partecipazione degli industriali quale forza indispensabile per la gestione del Consorzio. Quella politica, quei politici, che allora forse superficialmente, oggi forse smemorati, si sono prodotti in estreme ed animate difese d’ufficio. A loro il nostro profondo biasimo per la totale mancanza di coerenza politica e di quell’indispensabile spirito di servizio necessario a dettare le “regole del merito”. Le regole che servono a rendere migliore un territorio. Le regole che oggi servono a rendere un servizio alle imprese e che domani serviranno a rendere più vivibile un territorio, a creare le condizioni per la crescita sociale, economica e culturale. Ma le regole sono scomode, facili da tirar fuori dal cassetto e da enunciare per chi non le deve rispettare, amare per chi le deve osservare. Oggi si è consumato un ennesimo delitto nei confronti di una intera comunità, quando la politica capirà che ogni gesto che compie ha un profondo riflesso nella formazione delle coscienze dei cittadini che ha l’onore di governare, forse allora si potrà davvero parlare di cambiamento. |






























