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La Sezione Turismo replica all'intervento dell'Assessore Barbuto |
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venerd́ 22 gennaio 2010 |
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Immediata risposta della Sezione Turismo al Vicepresidente dell'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia Giuseppe Barbuto, sulla questione dell'Istituto Alberghiero di Tropea.
Senza voler avviare una polemica ed al solo scopo di ribadire alcune doverose precisazioni in risposta a quanto affermato sulla stampa dal Vicepresidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia Giuseppe Barbuto, ci teniamo a comunicare che quando un Presidente di Sezione esprime ufficialmente delle dichiarazioni per il tramite degli uffici dell’Associazione, lo fa in nome e per conto della Sezione che rappresenta, in questo caso la Sezione Turismo, e non a titolo personale come erroneamente riportato da chi ha inteso rispondere ad un comunicato stampa ufficiale della Sezione stessa. Detto ciò è quanto mai opportuno confermare che le preoccupazioni espresse dalla Sezione Turismo di Confindustria Vibo Valentia, relativamente alla situazione in cui si trova l’Istituto Alberghiero di Tropea, sono mosse da un interesse che dovrebbe essere comune per lo sviluppo del turismo nella nostra provincia, che non può a nostro avviso, trascurare la formazione di risorse umane. Desideriamo inoltre ricordare, sostiene il Presidente Giuliano, che grazie all’impegno di alcune nostre aziende associate si è potuto in passato cercare di porre un rimedio, anche se non definitivo, alle attrezzature per i laboratori delle cucine.
La Sezione Turismo a cui le imprese turistiche fanno capo, opera serenamente nell’interesse delle imprese e della collettività in genere ed apprezza l’impegno che molti amministratori della “res pubblica” profondono nel loro mandato, ma ritiene che sarebbe anche utile ascoltare i suggerimenti di collaborazione e di partecipazione più volte ribaditi sull’argomento e forse trascurati. In altre parole non crediamo che l’argomento definito “annoso” dallo stesso Vicepresidente Barbuto possa poi ricondursi ad un semplice “teatrino” come lui stesso lo definisce, che si arricchisce di volta in volta di nuovi protagonisti, ma crediamo invece che sarebbe forse il caso di accelerare un po’ i tempi, perché il termine di fine aprile da lui indicato, significherebbe un altro anno a vuoto per gli studenti. Ricondurre dunque le polemiche scritte a fatti concreti, lasciando da parte le diatribe o le accuse che non giovano a nessuno, è questo forse quello di cui c’è bisogno.
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