| Lettera aperta al Presidente Loiero |
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Pubblichiamo la lettera aperta del Presidente della Sezione Turismo Ing. Giuseppe Macrì, indirizzata al Presidente della Regione Calabria On. Agazio Loiero.
Il Presidente e il mare; i danni delle esternazioni generiche. Illustre Signor Presidente, gli operatori turistici della provincia di Vibo Valentia, unanimemente riconosciuta come un’area ad alta vocazione turistica e che vanta punti di eccellenza (Tropea e Capo Vaticano) del turismo calabrese e nazionale, a seguito della sua lettera aperta, pubblicata in data 31/08/05 sul Corriere della Sera, con la quale comunica a tutti gli Italiani che la costa tirrenica della regione Calabria è inquinata e quindi chiede scusa per i disagi a turisti ed emigrati, con la presente Le chiedono di interessarsi con lo stesso impegno e la medesima determinazione ai tanti problemi che affliggono la nostra Regione, molti dei quali incidono sulla qualità del mare e dei servizi turistici. Ci piacerebbe infatti vederLa attivamente impegnata a risolvere i problemi dell’erosione costiera, della pulizia delle spiagge pubbliche, della raccolta dei rifiuti solidi urbani, dell’approvvigionamento idrico delle nostre città e dei nostri paesi, dell’alto costo delle tariffe aeree per volare verso e dalla Calabria, della viabilità ai vari livelli, dell’efficienza e dell’efficacia della burocrazia regionale, della redazione del piano paesaggistico. Con specifico riferimento allo stato di salute del nostro mare, Le vorremmo umilmente suggerire una maggiore cautela e sobrietà di giudizio, evitando di rilasciare dichiarazioni pubbliche generiche, come quelle contenute nella lettera al “Corriere” che danneggiano fortemente l’immagine turistica della Calabria, in particolare il comprensorio vibonese; immagine costruita nel corso di lunghi anni anche con l’aiuto dell’Ente Regione. Sommessamente Le ricordiamo che negli anni passati, da parte di Giunte Regionali di diverso colore politico, sono state impegnate e spese significative risorse finanziarie regionali, nazionali ed europee per campagne pubblicitarie tese ad affermare il prodotto turistico Calabria. Le vorremmo inoltre rammentare l’impegno, la fatica e la passione di migliaia di operatori economici regionali e non, che hanno creduto ed investito ingenti risorse finanziarie proprie nel settore, contribuendo non poco alla costruzione di una offerta turistica di qualità. Con cortesia e con il dovuto rispetto istituzionale, Le chiediamo di fare le denunce che ritiene più opportune, ma allo stesso tempo di non dimenticare che tali dichiarazioni ed affermazioni possono causare danni rilevanti. Per restare al nostro territorio Vibonese, Le ricordiamo che sulla risorsa mare sono coinvolti oltre 2.000 addetti diretti, che nel 2004 (dato APT), si sono registrate 2.200.000 presenze di turisti presso quest’area, che oltre 250 strutture turistiche alberghiere e paralberghiere e migliaia di esercizi commerciali (bar, ristoranti, edicole, stazioni servizio, ecc..) basano la propria attività sul comparto turistico locale, dal quale traggono il loro unico profitto. Signor Presidente siamo convinti che forse inconsapevolmente non si è reso conto delle possibili conseguenze negative che le affermazioni da Lei rilasciate al “Corriere” hanno prodotto al turismo regionale. L’operazione mediatica che Lei ha intrapreso è a nostro modesto avviso, sbagliata e controproducente per una serie di ragioni, alcune delle quali vogliamo portare all’attenzione dei calabresi e dei politici, di destra e sinistra, che hanno a cuore il bene di questa Regione. Innanzitutto, le Sue esternazioni, almeno così come le ha presentate, non avrebbe dovuto farle a campagna turistica ancora aperta, ci sono ancora, molte famiglie, che le vacanze le faranno nelle prossime settimane e mesi e che dunque stanno decidendo cosa fare e dove andare. Secondo Lei come avrà reagito il signor Brambilla, residente a Milano, che ha pianificato di trascorrere la propria settimana di vacanza a settembre in una delle 250 strutture distribuite lungo la “Costa degli Dei”, quando seduto all’ora di pranzo, magari mentre già pregusta le imminenti vacanze, ascolta dal TG1 la notizia “il mare di Calabria della costa tirrenica è inquinato, parola del Presidente della Giunta Regionale”. Il poveretto, travolto dalla paura e dalla preoccupazione, non ha altra scelta, se non quella di disdire immediatamente la sua prenotazione e mettersi alla ricerca di località con acque di balneazione più sicure e trasparenti. Così facendo, gentile Presidente, Lei ha influenzato negativamente la scelta dei turisti a favore della Calabria (o almeno del suo versante tirrenico) il che implica "costi" economici per le imprese (e i lavoratori coinvolti), un abbassamento della reputazione e dell’attrattività della Calabria come meta per le vacanze marine nonché un vero e proprio colpo all’affidabilità del “prodotto mare calabrese”, di “tutto” il mare calabrese. La Sua lettera, tende ad unificare in modo indiscriminato il versante tirrenico: cosicché anche le località che presentano bassi o nulli livelli di inquinamento vengono travolte dalla sua esternazione mediatica. Le ricordiamo Signor Presidente che la città di Tropea ha per 4 anni consecutivi ricevuto il riconoscimento nazionale delle 5 vele quale località che soddisfa più di tutte i requisiti ambientali. E su tale prestigioso riconoscimento, si è basata la politica di commercializzazione turistica del territorio, che è stata fatta circolare da operatori, agenzie di viaggio, tour operators nazionali ed europei nei circuiti turistici mondiali. A questo punto, su quali prerogative dovrà essere basata la commercializzazione del settore turistico vibonese e calabrese in generale? Peraltro, i molteplici problemi della Calabria (tra cui anche quelli dell’inquinamento marino) andrebbero a nostro modesto parere affrontati distinguendo, specificando, separando ciò che va bene da ciò che non funziona, ciò che è dinamico da ciò che ristagna, i circuiti virtuosi da quelli viziosi, tra chi depura e chi no, chi pulisce le spiagge e chi no, tra gli speculatori e non... Soltanto politiche e incentivi a favore dei virtuosi possono interrompere la china del disimpegno e dell'opportunismo diffuso. Bisogna premiare chi lavora con competenza e qualità. Oltre alle "scuse" ci saremmo aspettati da Lei una disamina rigorosa dei problemi dell’inquinamento marino, i provvedimenti da farvi fronte, i tempi di intervento. Su questo, silenzio assordante. Noi riteniamo che su questa vicenda, che danneggia in maniera più forte l’area turistica del Vibonese, la più evoluta dal punto di vista turistico, tutte le forze politiche, dalla Provincia ai comuni debbano esprimersi in rappresentanza e speriamo a difesa di questo territorio. In ogni caso, invitiamo Lei signor Presidente e l’assessore al turismo Donnici, che ben conosce questa costa per avervi soggiornato per molte estati, a visitare oggi le nostre strutture ed il nostro territorio, così potrete renderVi conto di persona che l’estate non è ancora finita, potrete valutare la qualità del nostro mare ed il suo stato di salute e le dimensioni e l’entità del movimento turistico che interessa questo territorio. Sia ben chiaro, Presidente, e non ci fraintenda, noi non vogliamo che si taccia o si prendano in giro i turisti che hanno deciso di trascorre la loro vacanza al mare della nostra Regione. Noi vogliamo che si facciano denuncie specifiche e circostanziate, accompagnate da azioni riparative, correttive, risanatrici e preventive, implementando così una politica pubblica tendente a costruire nuove occasioni di crescita economica e civile, oltre a rassicurare ed offrire speranza a noi Calabresi prima, ed a tutti coloro che ancora vogliono credere nella nostra Regione e nei nostri sforzi. Ing. Giuseppe Macrì (Presidente Sezione Turismo Assindustria Vibo Valentia) |




























