| Lettera aperta al Presidente Romano Prodi |
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Il Presidente P. I. Dr. Antonio Mazzoleni, scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Romano Prodi, in merito alla recente manovra economica finanziaria varata dal Governo.
Egr. Sig. Presidente, vorrei che spiegasse a me, agli associati della Piccola Industria ed ai cittadini tutti di Vibo Valentia, con quale incomprensibile ed assurda motivazione ha pensato di spogliare la Provincia di Vibo Valentia della Prefettura e della Questura, unici veri presidi di questa negletta e non come da Lei definita “prediletta” Provincia. Forse per colpevole e grave disinformazione non ha tenuto conto che il nostro territorio è ostaggio della malavita organizzata e non, e che la soppressione della Prefettura e della Questura lascerebbe campo libero alle varie cosche mafiose che si contendono il controllo del territorio a suon di omicidi efferati e che impongono ai cittadini ed in particolare agli operatori economici la legge del più forte. E’ sufficiente scorrere la cronaca nera per avere un’idea di quanto sia incombente e condizionante la presenza della malavita. In presenza di questa triste realtà cosa fa il Governo? Invece di potenziare con uomini e mezzi adeguati gli organismi deputati alla difesa della legalità, li sopprime senza garantire ai cittadini la sicurezza ed abbandonandoli al proprio destino. Una vera resa incondizionata ed a tal proposito mi permetto di citare un Suo recente intervento a proposito dell’omicidio Fortugno: "Non c'è sviluppo senza sicurezza" . Ma i cittadini pagano tributi salati allo Stato per essere protetti e tutelati nel loro diritto all’incolumità fisica, nel loro diritto a vivere e lavorare con dignità e serenità. Mancando la tutela che senso hanno i tributi? Mi rincresce pensare ad una rivolta fiscale, ma non mi sentirei di escluderla, anche la rassegnazione ha un limite. Non si può accettare a lungo di essere mortificati nel proprio orgoglio, non ci sentiamo cittadini di serie B e rivendichiamo gli stessi diritti di cui godono i cittadini delle altre regioni, quei diritti elementari per la cui tutela paghiamo le tasse. Lo Stato non può pretendere di riscuotere tributi per dei servizi che non è in grado di erogare. Inviamo i nostri soldati ad ogni angolo del mondo, sacrificando vite umane e con enormi dispendi di risorse finanziarie, per garantire la pace e la sicurezza di popoli estranei alla nostra cultura ed alle nostre tradizioni. Ovviamente questo ci onora agli occhi della comunità internazionale, ma non so quanto la stessa comunità apprezzerebbe il fatto che non siamo in grado di tutelare i nostri cittadini prima ancora di tutte quelle eclatanti “missioni di pace”. Quando si tratta di garantire gli stessi diritti alla nostra gente, per meschino calcolo di costi economici, con cinica determinazione decidiamo di abbandonare al proprio destino un intero territorio perché nella finanziaria non è prevista la necessaria copertura. Sono d’accordo con una severa politica di tagli agli sprechi, ma non posso essere d’accordo con una politica dei diritti negati. Diritti fondamentali e sacrosanti, che vanno invece garantiti ad ogni costo a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza, al NORD come al SUD, in Province con più o meno di 200.000 abitanti, cittadini tutti portatori di diritti soggettivi primari, oltre che di doveri. Antonio Mazzoleni Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |






























