| Manovra e caro ferro, imprese pronte alla mobilitazione |
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Forte preoccupazione dei costruttori dell'Ance per il taglio agli investimenti in infrastrutture operato dalla Finanziaria e per la mancata adozione di provvedimenti a sostegno delle imprese contro il caro ferro. Un quadro allarmante che, se fosse confermato, porterà alla mobilitazione della categoria.
Forte allarme e preoccupazione sono stati espressi dai costruttori dell’Ance sui contenuti della manovra finanziaria in discussione in Parlamento, esaminati nel corso di una riunione del Comitato di Presidenza dell’Associazione che si è svolta ieri all’Ance. Dall’analisi dei contenuti del documento finanziario è emersa infatti la conferma dell’orientamento del Governo a procedere a un preoccupante taglio degli investimenti infrastrutturali, contraddicendo in questo modo gli obiettivi più volte dichiarati. L’allarme dei costruttori nasce non solo dalla riduzione delle risorse destinate alle opere pubbliche, ma anche dalle pesanti conseguenze che avrà sul settore il tetto del 2% imposto alla spesa pubblica. Una scelta che determinerà una netta flessione del comparto e che si tradurrà non solo nel blocco delle nuove opere programmate dalle pubbliche amministrazioni, ma anche nel brusco arresto dei lavori già in corso, per i quali l’ente appaltante non sarà più in grado di provvedere ai pagamenti. Non meno grave l’allarme espresso dalla categoria per la mancata adozione, da parte del Governo, di provvedimenti mirati a sostenere le imprese di costruzione messe in forte difficoltà dalla drastica impennata del prezzo del ferro sul mercato italiano e europeo. Una questione di eccezionale gravità sulla quale il Comitato di Presidenza dell’Ance ha confermato la necessità di una forte mobilitazione della categoria nella malaugurata ipotesi che le promesse di soluzione del problema fatte dal Presidente del Consiglio non vengano mantenute. Forte preoccupazione è stata espressa dall’Ance anche per la mancata presentazione nella manovra finanziaria di importanti proposte già concordate con il Governo. Non c’è traccia, infatti, di una politica di incentivazione fiscale per le case in affitto e per il rilancio delle città, nonchè per il provvedimento sulla rivalutazione dei beni immobili delle imprese, che darebbe il via a un concreto processo di riqualificazione urbana. Un ulteriore punto affrontato dai vertici dell’Associazione Nazionale dei Costruttori ha riguardato la decisione del Governo di procedere alla riduzione dell’Irap. Un provvedimento sicuramente positivo, ma che, per essere efficace, deve estendersi anche alle imprese di dimensione media e piccola. Solo così infatti la misura potrà coinvolgere anche la maggioranza delle imprese del settore delle costruzioni, che tanto contribuiscono al sostegno dell’occupazione del Paese e alla crescita dell’economia. Fonte ANCE. |




























