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Nuovo Ospedale: cronaca di una (ir)realizzazione annunciata? Stampa E-mail
Duro commento dell'Ance che solleva forti dubbi sulla realizzazione dell'opera. Dopo la provvisoria aggiudicazione dei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale vibonese, i costruttori dell'ANCE Vibo Valentia si interrogano “se e come" si arriverà al completamento dell'opera.
La partecipazione alla gara è stata caratterizzata da una forte disomogeneità nella presentazione delle offerte delle nove imprese concorrenti: rilevante il numero delle imprese che hanno preso visione della documentazione di gara e che non hanno poi ritenuto opportuno presentare l'offerta; significativo il numero di cooperative partecipanti; poche le imprese locali; eloquenti le percentuali di ribasso soprattutto in considerazione del fatto che il progetto è stato redatto nel 1997 con l'ultima revisione prezzi avvenuta nel 2001 (revisione solo indicata ma non realizzata in pratica in quanto i prezzi riportati sono quelli imposti dal Coter nella 1° fase di approvazione sulla base del prezzario del 1993, ribassato mediamente del 10%); elevatissimo lo scarto tra la minore percentuale di ribasso offerta, il 4,8550% e la massima del 26,7430% presentata proprio dal consorzio che si è aggiudicato la gara.

L'ANCE Vibo Valentia alla vigilia dell'aggiudicazione aveva già manifestato forti dubbi e fondate perplessità sia riguardo ai prezzi avallati dall'Azienda Sanitaria, realisticamente fuori mercato e non congrui, sia riguardo alle condizioni e prescrizioni previste nel capitolato speciale d'appalto, fortemente penalizzanti per le imprese partecipanti.
Ci si è chiesto allora se il Responsabile Unico del Procedimento avesse ottemperato a quanto di sua competenza predisponendo preventivamente una valutazione analitica di tutte le voci di prezzo secondo le disposizioni delle normative vigenti in merito ai costi della manodopera, ai tempi di impiego, alle spese generali, all'utile d'impresa ma, ci si chiede ancora di più oggi perché l’Ente appaltante abbia posto in gara l’appalto di un'opera così importante per la nostra comunità, imponendo responsabilità ed oneri sulle ditte appaltatrici oltre che generare diseconomie locali, lavoro nero e mettere a rischio la concreta realizzazione dell’opera.

Le carenze vanno ricercate forse nella progettazione, forse nelle valutazioni superficiali compiute nella fase di elaborazione dei computi metrici o forse nella errata valutazione economica delle partecipanti.
Appaltare a tali prezzi, ribadiamo non remunerativi ed incoerenti con i costi di mercato, può sicuramente “incatenare” la realizzazione dell'opera facendo presagire la necessità di varianti in corso d'opera quale unica possibilità per l'impresa esecutrice, di riuscire a portare a termine i lavori.
Alto è inoltre il rischio di incorrere in una serie di tecnicismi che scateneranno la bagarre legale e di ostacoli che potrebbero dilatare notevolmente i tempi di esecuzione o peggio ancora far rientrare tale opera nella lunga lista delle "incompiute".

Alla luce quindi, sia dei presupposti che degli esiti provvisori di gara, sicuramente in molti non vorrebbero essere al posto della Commissione che, per giungere all'affidamento definitivo dei lavori, dovrà ora procedere alla valutazione della “congruità dei prezzi” dell'offerta rilevatasi migliore in sede di apertura delle buste.
In conclusione che si tratti di carenze progettuali piuttosto che di valutazione dei prezzi poco approfondite, l'auspicio dei Costruttori, che prima di essere imprenditori sono cittadini, è quello di poter arrivare ad avere a disposizione finalmente una struttura sanitaria funzionante ed efficiente capace di soddisfare la domanda dell'utenza di un capoluogo di provincia.

A tal fine gli imprenditori dell’ANCE Vibo Valentia si dichiarano vigili su qualunque procedura burocratica nonché su eventuali modifiche progettuali che seguiranno, denunciando i responsabili che non si atterranno strettamente alle prescrizioni di legge e del capitolato di appalto. Se qualche mese fa, lo sguardo al futuro non lasciava presagire quasi nulla di buono, oggi si scorgono presupposti di pessimismo che sovrastano drasticamente ogni ultima debole speranza.

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