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PSC: interviene anche l'Ance Vibo Valentia Stampa E-mail

Anche i Costruttori intervengono sul difficile momento dell'Amministrazione Comunale di Vibo Valentia, che non riesce a trovare soluzioni rapide e valide ai problemi della Città, che diventano così sempre maggiori e più gravi. 

Basta analizzare il consuntivo 2008 per rendersi conto che l’andamento del comparto dell’edilizia vibonese è stato un vero disastro, pochissimi nuovi appalti e comunque di importi risibili, molto di ciò che doveva essere sbloccato o comunque portato a compimento è rimasto al palo, nessuna opera strategica è stata appaltata. Più che una città futura quella di cui si è fatta promotrice l’Amministrazione comunale di Vibo, somiglia oramai molto, troppo, ad una città immaginaria.È vero, l’obiettivo è il 2015, ma crediamo che senza solide basi e fondamentali presupposti, il 2015 non potrà vedere realizzate le opere che oggi, e a dire il vero anche ieri, la città ha identificato come fondamentali ed indispensabili per l’armonioso e sostenibile sviluppo urbanistico sociale ed economico. Ma si sa, è più facile programmare il futuro ed immaginare soluzioni ipotetiche e irreali, piuttosto che rimboccarsi le maniche, ognuno per le proprie competenze e lavorare oggi per costruire lo sviluppo della società di domani.Se si guarda attentamente al settore delle costruzioni, che nella nostra provincia ha l’onere di sostenere quasi 1 famiglia su 4, la paralisi assume caratteristiche ancora più significative tenendo conto del fatto che in questa delicata fase è il solo comparto che, con una certa immediatezza, può garantire sostegno alle attività produttive dell’intera filiera. Computando infatti anche le imprese che operano in sinergia con il settore delle costruzioni (rivendite di materiali edili, elettrici, arredi, serramenti, cemento, ferro, ecc.), si può affermare che salgono a 2 su 4 le famiglie che in provincia potrebbero vivere grazie al “mattone”.

Formuliamo queste riflessioni mentre il documento fondamentale di programmazione della Città, ovvero il PSC, nonostante i reiterati tentativi di approvazione, con molta probabilità non vedrà la luce neppure in questo ultimo scorcio d’anno. L’ennesimo rinvio che ormai suona come una beffa per il territorio. E non consola neppure guardare il Piano Triennale delle Opere Pubbliche della Città, a consuntivo 2008 rimane tra le mani solo la consapevolezza che è divenuto sempre più un libro dei sogni. Un mero contenitore di tante opere di cui anche la metà, se realmente cantierate, modificherebbero radicalmente l’aspetto della Città, come ad es. la riqualificazione dell’area di via Spogliatore o la costruzione della Caserma dei Carabinieri, la pista ciclabile o la famosa tangenziale. Alcune di queste donerebbero finalmente i servizi che alle soglie del 2009 devono intendersi di base per una provincia d’Europa, mentre altre che potremmo solo superficialmente considerare opere “voluttuarie” come il teatro o di carattere sociale come i centri di accoglienza per disabili ed anziani, renderebbero certamente migliore e più dignitosa la qualità della vita nella nostra Città.

La classe politica è chiamata ad una grande responsabilità, a compiere azioni concrete ed indifferibili e tutto ciò nella trovata o ritrovata unità, compattezza ed affidabilità. Non sono ammesse ulteriori scuse! Trascurare ulteriormente il mandato a cui si è chiamati, o peggio ancora disattenderlo per apatia o negligenza, costituisce un gravissimo vilipendio per tutti gli abitanti di questa città.