| Replica dell'Ance a Cisl e Uil |
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I costruttori rispondono alle posizioni delle due Organizzazioni Sindacali, apparse in questi giorni sulla stampa.
Apprendiamo con estremo stupore dagli organi di stampa le posizioni che alcune Organizzazioni sindacali hanno recentemente assunto. In particolare, ciò che sorprende e che proprio da questi sindacalisti, componenti dell’Osservatorio per il rilancio Etico del Settore Edile, provengano delle affermazioni che rinnegano il loro stesso operato. Per amore di verità e per evitare delle facili strumentalizzazioni desideriamo innanzitutto ribadire alcuni concetti cardine del nostro operato. L’Associazione dei Costruttori non ha mai fatto politica, e non la farà mai. Noi facciamo gli interessi degli imprenditori e se questo vuol dire affermare con forza che l’operato di alcune amministrazioni non consente uno sviluppo compatibile con il territorio, noi lo faremo. Chi legge ricorderà le nostre posizioni sulla realizzazione di opere qualificanti lo standard di vita della nostra provincia (stabilimento sanitario ad esempio), ma allora nessuno gridò allo scandalo. Non ci sembra che oggi le cose siano cambiate, essere in prossimità di una tornata elettorale non ci pone alcun problema o vincolo e non ci deve impedire di esternare la nostra posizione su qualunque amministrazione che si riveli inadempiente e non rispettosa delle leggi. Vorremmo capire invece perché dopo quasi un anno di lavoro dell’Osservatorio dove si sono condivise strategie, posizioni ed obiettivi, poi ci si sottrae nel momento in cui si devono dire le cose. Non vogliamo pensare ad una sudditanza psicologica o peggio, politica. Sarebbe una sconfitta per tutti noi operanti nel settore e non. Ci sembra peraltro importante anche ricordare che le nostre osservazioni tecniche sull’appalto del tronco stradale, sono basate su numerosi punti che non solo a parere di tutto l’Osservatorio, ma soprattutto a norma di legge, risultano difformi dalle prescrizioni normative. Ed allora puntare il dito su Ance e sugli imprenditori è riduttivo e non fa onore a chi ha un oneroso compito quale quello di rappresentare interessi di categoria nonché di tutelare l’interesse generale. Attenzione, quelli che hanno detto in tempi non sospetti che nessuno deve essere esente da controlli e da eventuali sanzioni qualora non in regola siamo noi; quelli che hanno chiesto con forza di rispettare le regole negli appalti siamo noi; quelli che hanno parlato di sicurezza siamo noi,quelli che si esprimono per una seria politica di sviluppo economico e sociale del settore siamo sempre noi. Allora chi ha memoria corta, vada a verificare le proprie posizioni tenute in convegni ed ai seminari promossi dalla nostra Associazione, vada a rileggere i contenuti del 1° Rapporto sull’Economia Vibonese, vada a rileggere i verbali sottoscritti dell’Osservatorio, vada a rispolverare le dichiarazioni esternate solo qualche mese addietro. Alla domanda di Belmonte e Pizzonia dove era l’Ance negli anni addietro rispondiamo che era seduta al tavolo della concertazione proprio con loro e con gli Ordini professionali e se dobbiamo dirla tutta l’Ance quel tavolo lo sta tenendo in piedi oggi da sola perché alcune gambe hanno deciso di sostenere quelle che loro stessi definiscono “chimere elettorali”. Permetteteci infine di fare anche una piccola osservazione: come mai quando si chiede conto ad una Amministrazione su temi tecnici e si tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica a mezzo stampa si ricevono critiche e bordate anche da chi si tenta di tutelare? Come mai i veri rappresentanti di qualunque colore politico fanno finta di non sentire? Ed ancor peggio non aprono un sereno confronto? Forse gli orticelli, in questi tempi di ristrettezze economiche si sono trasformati in piante da davanzale la cui salvaguardia impegna con tutte le forze. La speranza è che, almeno dopo tanti sforzi, producano qualche frutto! Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |






























