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Riunione straordinaria Consiglio Direttivo Assindustria Stampa E-mail
Solidarietà e rabbia per l'ennesimo attentato subito da una azienda associata. Il Consiglio Direttivo Straordinario di Assindustria Vibo Valentia, convocato d’urgenza oggi alle ore 17.30 presso la sede sociale, si è insediato in una atmosfera che lascia intuire quanto sia grave e difficile il momento.
“Stringersi intorno all’imprenditore Restuccia, al Presidente Restuccia, significa essere vicini a tutti gli imprenditori che si trovano nelle medesime condizioni e che come lui si aspettano un domani libero da condizionamenti malavitosi e da attentati” questo il messaggio che emerge con forza.

È questo che Assindustria vuole, la possibilità di fare liberamente e serenamente impresa, di avere vicine le Istituzioni, di sentire che gli imprenditori godono dell’attenzione e della stima che è loro dovuta.
Oggi gli imprenditori si sentono stretti nell’angolo, tra la rassegnazione della pubblica opinione e l’attacco della malavita pronta ad occupare uno spazio troppo grande lasciato a chi decide di rallentare il processo di sviluppo della nostra terra.

Il Consiglio si interroga sul da farsi, su quali iniziative avviare e quali priorità ed azioni definire, perché anche in questi momenti di profonda delusione, una certezza affiora comunque: gli imprenditori questa sfida non vogliono perderla.
Come imprenditori non sappiamo se questo “stato parallelo” necessità di interventi ordinari o straordinari per essere debellato, ciò che sappiamo è che non siamo più disponibili a sentire sulle nostre sole spalle il peso delle responsabilità che troppo spesso ci vengono di fatto addossate.

Abbiamo un compito, già arduo, che è quello di fare impresa garantendo occupazione e benessere a tanti vibonesi.
Non possiamo e non vogliamo sostituirci allo Stato che deve garantire la nostra incolumità e la nostra libertà di cittadini e di imprenditori.
L’appello è quello di costituire un fronte comune con tutte le categorie produttive e con la politica che deve giocare il suo ruolo, sia quella locale che quella nazionale, così come la pubblica amministrazione ha il dovere di “funzionare” per non aggravare ulteriormente il carico di oneri cui è soggetto ogni imprenditore.

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