| Sempre più vincoli dettati dall’incapacità ad operare nella legalità |
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Duro commento dei costruttori sulle procedure di progettazione e d'appalto delle Amministrazioni.
Finalmente dunque, anche chi non è un imprenditore edile conferma quello che i costruttori denunciano da tempo e cioè che le figure deputate a gestire e progettare gli appalti pubblici all’interno delle Amministrazioni, non sono in grado di offrire la qualità necessaria affinché le varie procedure di progettazione e d’appalto, risultino realizzate in maniera tale da garantire efficienza e trasparenza. Forse tutto ciò accade perché le suddette figure sono oberate da troppo lavoro o forse, perché non in possesso delle professionalità necessarie per la progettazione di opere di un certa complessità, di certo il risultato è sempre quello: progetti carenti, procedure di appalto disastrose, incongruità dei prezzi di realizzazione avallati dalle amministrazioni pubbliche, contenziosi legali infiniti, opere pubbliche incompiute o nemmeno iniziate. Un esempio su tutte, la struttura ospedaliera provinciale, nei sogni di tutti, nei progetti di molti, ma alla cui realizzazione non si sa chi e quanti assisteranno!!!! L’allarme lanciato ormai da tempo, dai costruttori dell’Ance Vibo Valentia su disfunzioni e arbitrarietà nell’applicazione delle leggi ed ora la forte denuncia dell’Ordine degli architetti, che lamenta l’esclusione dei professionisti vibonesi dalla realizzazione delle progettazioni, “affidate” sempre più frequentemente ai funzionari interni degli uffici pubblici e le drammatiche conseguenze in termini di qualità delle opere e di rispetto dei tempi di realizzazione, la dice lunga sullo stato e sulle capacità/incapacità di gestione del nostro territorio. L’attenzione per le categorie produttive richiesta a gran voce più volte e più volte negata, segna l’indisponibilità chiara e palese di chi non vuole un confronto costruttivo finalizzato allo sviluppo della società vibonese. Programmare, progettare e gestire la realizzazione delle opere pubbliche infischiandosene delle leggi che regolano il settore, della remuneratività dei prezzi d’appalto, della fattibilità reale degli interventi pianificati, lascia di fatto una sola via d’uscita, cercare lavoro altrove. E’ pertanto essenziale – dichiara Antonio Gentile Presidente Ance VV –, che tali considerazioni oggi confermate anche dagli architetti, siano oggetto di serie ed approfondite valutazioni che generino risposte concrete e non, invece, silenzi o lassismi nocivi a tutto il sistema produttivo della nostra provincia. Perché rimanere immobili davanti a meccanismi palesemente distorti e lesivi del lavoro altrui? Perché pretendere il rispetto delle regole da tutti fuorché da se stessi? Perché aspettare che la bozza di regolamento sulla verifica dei progetti che dovrebbe aprire il mercato al di sopra e al di sotto della soglia dei 20 milioni diventi legge, quando già esistono gli strumenti normativi che consentono di valutare con la giusta oculatezza problematiche come quelle relative alle progettazioni? Gli imprenditori – conclude il Presidente - lo hanno sempre affermato e lo ribadiscono ancora oggi, sono disposti a fare la propria parte, ad assumersi gli oneri e le responsabilità che loro competono, ma questo deve valere anche per chi è stato chiamato a governare ed a gestire la res pubblica, in un contesto sgombro da dubbi ed interpretazioni, dove ognuno per la parte di sua competenza sia parte attiva nel processo di crescita del nostro territorio, che crediamo non sia povero di “risorse”, ma ricco di incompetenze che ancora ne limitano il tanto auspicato benessere. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |






























