| Una Città ''a pedali'' |
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Dichiarazione del Presidente Restuccia, dopo la visita del Presidente della Repubblica Ciampi.
A volte basta una stretta di mano per dare ad un uomo la forza per credere ancora in se stesso. Quando la stretta di mano è quella del Presidente della Repubblica, tutto assume un valore diverso. Uno sguardo, un gesto, e riaffiora forte il sentimento di giustizia e di Stato che è dentro ognuno di noi, forse solo un po’ assopito, stordito dalle storture della vita quotidiana. La fatica comincia il giorno dopo, quando passati gli effetti di una vera e propria “ebbrezza da istituzioni” ci si imbarca nella routine di ogni santa mattina e ci si deve rimboccare le maniche per “tirare a campare”. Lo sanno benissimo i tanti disoccupati, che con la pancia vuota ci resteranno anche dopo la visita del Presidente, lo sanno le forze dell’Ordine che lasciata l’alta uniforme, torneranno nelle strade a rincorrere il loro destino, lo sanno i sindaci che torneranno alle loro città con la consapevolezza che fare il primo cittadino può significare mettere a rischio la propria incolumità, lo sanno gli imprenditori che stritolati tra l’incudine della malavita ed il martello delle inefficienze, giocano la loro pesante partita. Lo sanno benissimo, o meglio, dovrebbero saperlo benissimo, buona parte dei nostri rappresentanti politici di ogni ordine e grado, troppo spesso però indaffarati a rincorrere il seggio alle elezioni di turno. Una occupazione che lascia degenerare i veri problemi di ogni cittadino e che sposta purtroppo sempre in avanti, il fatidico ed irraggiungibile momento in cui chi amministra dovrebbe dar conto del mandato ricevuto. Del resto di risultati mancati, di occasioni perdute e di sogni irrealizzati ne sono piene le pagine dei nostri quotidiani, basta rispolverare i ritagli dei giornali degli anni trascorsi per leggere dei tanti libri dei sogni e degli altrettanti necrologi di sconfitte. Il vero problema, è che chi non vince mai è il cittadino. Mai. Si legge spesso di uomini politici indignati che chiedono dimissioni di altri uomini altrettanto indignati ed offesi. Si legge di tanti sforzi mortificati dai colpi bassi dei giochetti politici, dei tanti progetti che non si sono mai realizzati sempre per colpa di qualcun altro, si legge dei tanti lavori promessi e poi negati perché “ora non dipende da me”. Il Capo dello Stato ha saggiamente affermato nel suo intervento: “Se amate la vostra città, la vostra terra, e sicuramente l'amate e ne siete orgogliosi, non piegatevi alle minacce e intimidazioni! Assumete tutte le vostre responsabilità, per assicurarne il progresso!”. Ben detto Presidente, che ognuno si assuma le proprie responsabilità, cittadini, politici, amministratori e perché no: imprenditori, nessuno escluso. E non se ne abbia a male, se abbiamo dovuto accoglierla in una città che si è rifatta frettolosamente il trucco, succede normalmente in prossimità del passaggio dei ciclisti, delle competizioni elettorali ed alle sempre auspicate visite istituzionali. Presidente, la gente è stanca, ha perso la fiducia nei politici ma anche nelle istituzioni, vive in una condizione di estrema precarietà economica e sociale, che sta minando alle radici il senso civico con effetti disastrosi, e chi conduce una vita sempre in bilico, rischia di cadere dal lato sbagliato della barricata… Caro Presidente, Lei oramai è lontano, lontano da una piccola città, che il giorno stesso della sua partenza solleva da un gravoso incarico il Primo cittadino, da una provincia che ritorna all’apatica ed indolente commiserazione di se stessa, da una terra che sembra non avere né forza, né coraggio sufficiente per intraprendere una fase di profondo e radicale cambiamento ma che ha voluto almeno in questo caso prenderla in parola: “… Assumete tutte le vostre responsabilità per assicurarne il progresso”. E così sia ! Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |






























