| Vibo Valentia: l'immobilismo di una Cittą |
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La Città è ferma al palo. Obiettivi inseguiti e mai raggiunti, fanno del Capoluogo un esempio di gestione miope e inefficiente, con tutte le conseguenze che a cascata interessano i vari settori produttivi ed economici.
Nemmeno la metropoli più complessa e popolata dell’intero pianeta, ha registrato un’incubazione così lunga per l’approvazione di quello che una volta era chiamato Piano Regolatore e che oggi assume la denominazione di PSC. Una spina nel fianco per il Sindaco Franco Sammarco e per la sua Giunta. Una vera iattura per una città paralizzata dall’immobilismo e dall’inefficienza di una classe politica che insegue e mai raggiunge gli obiettivi anche di normale amministrazione. È pur vero però, che alcuni esponenti della maggioranza hanno dato seria ed evidente prova di devozione al progetto/missione del Sindaco, come il Responsabile della delega all’Urbanistica che tenta invano di completare l’iter di approvazione del PSC che Ad oggi si ha la sensazione che i più, e soprattutto gli “impiegati” della politica siano molto interessati solo alle imminenti festività natalizie. O forse, in realtà, più in generale, buona parte dell’attuale classe politica è interessata esclusivamente al mantenimento del nulla ed al gioco dello scaricare responsabilità e fallimenti. Naturalmente tutto ciò sotto lo sguardo ormai impassibile dei diversi leader che lasciano stancamente che le beghe occupino tutto lo spazio possibile offerto dai media così da sfinire e disorientare anche il più attento e scrupoloso osservatore. Eppure gli Amministratori dovrebbero aver chiaro il concetto che, in una situazione economica così difficile, frenare ogni iniziativa imprenditoriale significa produrre effetti devastanti che innescano meccanismi di crollo a catena. Far partire le opere diventa così non solo un atto di sana e corretta gestione, ma assume un particolare significato di “misura anticrisi” indifferibile, che consente alla nostra asfittica economia di ricevere nuove risorse capaci di sostenere le imprese e di conseguenza i livelli di reddito delle famiglie. È necessario che ognuno faccia la sua parte, alcuni provvedimenti atti a sostenere l’economia possono, devono, innescarsi efficacemente anche da buone politiche di sviluppo locali. La mancata approvazione del PSC non è la sola inefficienza da contestare, l’elenco, purtroppo, è decisamente più lungo e comprende tra le altre eccellenti incompiute, l’oggetto del recente dibattito sulla realizzazione della Tangenziale e del Teatro, la mancata approvazione del Regolamento delle Aree industriali, il completamento delle lottizzazioni, tutto ciò solo per rimanere nell’ambito delle attività a sostegno del piano per le opere pubbliche. Una città piegata su stessa, rappresentata da una politica che come un mostro a due teste da un canto tiene in piedi un Consiglio comunale in lenta agonia e dall’altro prova a togliere la sedia al Primo cittadino ad ogni tenue refolo di vento. Con ViboFutura2015 l’Amministrazione ha chiesto coesione di vedute e di priorità nel tracciare un percorso strategico condiviso e che parte “dal basso”, ma come credere ad un incontestabile bell’esercizio di pianificazione volontaria, se non si riesce a portare a casa lo strumento fondamentale - ed obbligatorio – della Pianificazione Strutturale Comunale? |




























