800px 1000px wide   small medium big Rss Opml
facebook.gif
Dati Meteo in Tempo Reale
 
arpacel_logo.gif

cadic.jpg

Io il pizzo non lo pago

testa_alta.gif
Home arrow Articoli arrow Codice appalti, dalla Corte dei Conti stop al Regolamento
Codice appalti, dalla Corte dei Conti stop al Regolamento Stampa E-mail

Bocciato dalla Corte dei Conti il Regolamento attuativo del dlgs 163/06, che torna al ministero delle Infrastrutture per un nuovo esame. Tra i rilevi mossi dai giudici, il mancato passaggio del provvedimento al Consiglio di Stato e la presenza, nello stesso, di misure ritenute non pertinenti.

Il regolamento di attuazione del Codice degli appalti torna in alto mare.

Il 26 maggio la Corte dei conti ha infatti negato la registrazione al provvedimento e lo ha rinviato al ministero delle Infrastrutture con una serie di rilievi. Le censure riguardano sia la procedura seguita che alcune singole norme. Per quanto riguarda l`iter, la sezione del controllo sulle Infrastrutture della Corte, contesta un mancato passaggio al Consiglio di Stato. Tutto risale all`estate scorsa quando l`ex ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, intervenne sul Codice degli appalti e varo` il secondo decreto correttivo, con una serie di novita` importanti. Ad esempio su trattativa privata e qualificazione. Per accelerare al massimo anche l`approvazione del regolamento, con il Governo Prodi gia` in bilico, pero` Di Pietro adeguo` il regolamento alle sue correzioni, ma trascuro` di portare il testo corretto di nuovo al Consiglio di Stato. E proprio questo mancato passaggio viene ora censurato dalla Corte dei conti.

Censure nel merito

Ma le censure piu` pesanti sono quelle nel merito. I magistrati del controllo contabile contestano, infatti, anche una serie di misure ritenute «extra». Un pacchetto di norme che non si limitano solo all`attuazione del Codice degli appalti, ma sembrano sconfinare in nuove disposizioni. Tutti punti che erano gia` stati censurati dal Consiglio di Stato ma sui quali, sempre per fare presto, il ministero delle Infrastrutture aveva deciso di insistere. Dentro ci sono, per esempio, le concessioni, esonerate dall`obbligo di presentare la garanzia globale di esecuzione, oppure tutti i premi e le remunerazioni per il nuovo obbligo di verifica dei progetti che grava sui dipendenti pubblici. O le coperture per le polizze assicurative dei dipendenti e l`aumento delle tariffe per i collaudatori. Tutte misure che ora anche la Corte dei conti ritiene di rango superiore al regolamento.

Nel provvedimento ci sono norme molto attese per il settore delle costruzioni e, in generale, dei fornitori della Pa. Tanto per citarne alcune: le imprese di costruzione e i progettisti ottengono consistenti sconti sui requisiti per partecipare agli appalti, mentre le stazioni appaltanti potrebbero cominciare a utilizzare pienamente l`appalto integrato di progettazione e lavori insieme, che taglia i tempi delle opere pubbliche.

Ipotesi stralcio

Al ministero stanno gia` studiando una soluzione per uscire dallo stallo: l`idea e` di stralciare tutte queste disposizioni dal decreto attuativo per promuoverle a una norma superiore. In pratica una sorta di «travaso» tra il regolamento e il terzo decreto correttivo del Codice de gli appalti, altro testo in via di emanazione (ma la delega scade il 30 giugno). Questo non toglie, pero`, che lo stop della Corte dei conti avra` il suo effetto sui tempi per il varo del regolamento che - va ricordato - era stato approvato in via definitiva addirittura il 21 dicembre 2007 e poi era stato gi ritirato una prima volta dal Governo per delle correzioni.

Iter azzerato

Il nuovo testo, una volta depurato delle norme piu` controverse, dovra` comunque ricominciare un lungo iter. Il doveroso passaggio al Consiglio di Stato, cosi` come chiede la Corte dei conti, poi probabilmente un rapido esame anche da parte del Parlamento e in ogni caso, infine, anche un riapprovazione formale in Consiglio dei ministri. Premesse necessarie per poi poter finalmente aspirare al visto della Corte dei conti. Insomma, una procedura complessa che occupera` i prossimi mesi. E si potrebbe arrivare addirittura al paradosso di vedere il regolamento in Gazzetta ufficiale in autunno, a quasi un anno di distanza dal suo varo «definitivo».

 

Fonte Il Sole 24 Ore