| Elezioni politiche e amministrative: la posizione di Confindustria |
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Il Consiglio Direttivo dell'Associazione interviene per esprimere la posizione degli Industriali sulla prossima competizione elettorale. Per la prima volta Confindustria Vibo Valentia, prima che si entri nel vivo della campagna elettorale, ritiene di dover esprimere con chiarezza la propria posizione. Una posizione corale, definita all'unanimità durante i lavori del Consiglio Direttivo e che rappresenta pertanto l'intera base associativa. Nata dalla preoccupante situazione di prolungata instabilità politica amministrativa che ha interessato tutti i livelli di governo locale (Comunale, Provinciale e Regionale) e che ha reso il contesto in cui operano gli imprenditori estremamente critico e incerto tale da compromettere fortemente ogni possibile iniziativa industriale. Confindustria nell'imminenza della tornata elettorale amministrativa e politica ritiene necessario formulare ai partiti politici di qualunque schieramento, alcuni argomenti che ritiene fondamentali per i prossimi programmi di governo. La composizione di liste elettorali che non contengano candidati che abbiano alcuna pendenza con la giustizia. Ma non solo, chiediamo che vengano inseriti nelle liste uomini nuovi nella mentalità e nella visione espressione diretta del territorio in grado di contribuire ad una progettazione di largo respiro per lo sviluppo della nostra provincia. Chiediamo candidati di elevato spessore morale, fortemente motivati dai valori etici del fare politica intesa esclusivamente come servizio alla collettività. Chiediamo, almeno per una volta, di abbandonare le strette logiche di partito che inevitabilmente si concentrano su candidati capolista espressione di compromessi di esclusivo tornaconto politico-elettorale. Un particolare invito Confindustria lo rivolge alla partecipazione delle forze migliori del nostro territorio, a quegli uomini e speriamo anche alle tante donne, che fino ad oggi si sono tenute lontane e si sono ben guardate dal partecipare attivamente alla vita politica. Chiediamo un impegno concreto anche alle giovani leve, ai nostri eccellenti "cervelli" che spesso fuggono dalla nostra realtà perché umiliati nella professionalità e sacrificati dalle scarse occasioni di lavoro. Da loro aspettiamo un segnale di vitale importanza per progettare la crescita di una delle aree più depresse e degradate del Paese. Solo attraverso il loro impegno ed interessamento diretto e convinto si potrà procedere al rinnovamento complessivo dell'intera Classe dirigente. Candidati che spendano la loro credibilità e la loro indiscutibile onestà ed il loro impegno per superare la diffidenza e l'incertezza che ha segnato questi anni di rimpasti, governi ponte e sostituzioni prive di ogni concreto effetto. Un sistema che ha generato un profondo scollamento tra la politica dei dirigenti di partito ed i cittadini, e nel nostro caso negli imprenditori.
Invitiamo i candidati ed i partiti a formulare la predisposizione di programmi contenenti imprescindibilmente i temi della:
•lotta a tutte le mafie ed alle diverse manifestazioni dei fenomeni malavitosi in qualunque forma essi si rivelino.
•lotta alla burocrazia malata e radicata che è forse ancora più dannosa di quella classe politica corrotta o quantomeno connivente che la governa.
•sostegno alla parificazione di trattamento degli imprenditori che operano al sud e che sono soggetti ad ingiustificati, e penalmente perseguibili, aggravi di oneri finanziari perpetrati diffusamente e lungamente dagli Istituti bancari.
•adozione della meritocrazia quale unico strumento di valutazione per l'avanzamento delle carriere politiche ed amministrative.
Per quanto esposto chiediamo un forte segnale di discontinuità ed una dimostrazione di attenzione alle forze economiche sane che operano in questo territorio e che garantiscono da sempre in questo difficile contesto, l'unica vera alternativa al diffuso precariato, strumento spesso distorto di pressione per meri scambi politici. In particolare, ci sembra che l'esperienza dei nostri livelli di governo locale, in particolare quello regionale sia giunto ad una fase di stallo da cui sia necessario uscire nel più breve tempo. Non ne facciamo assolutamente una questione di colore politico e nemmeno di singole responsabilità, ma constatiamo che la situazione così come è oggi non consente ulteriori indugi. Crediamo in una possibilità reale di invertire la rotta che ci relega da anni agli ultimi posti delle graduatorie di vivibilità. E pensiamo che questo sia il momento giusto. Ribadiamo, abbiamo cervelli e risorse umane in abbondanza e ancora davanti un congruo periodo di tempo per programmare interventi strutturali a valere sul POR 2007/2013.
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