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Finanziaria 2008: il dl fiscale passa con la fiducia Stampa E-mail

Con il voto di fiducia la Camera dà il via al dl fiscale, da circa 8 mld, che accompagna la Finanziaria 2008. Tra le misure del provvedimento, che attende ora il voto finale dell'aula, i finanziamenti per Anas e Ferrovie, Mose di Venezia e mobilità urbana.

La Camera ha votato la fiducia posta dal Governo Prodi sul decreto legge da circa 8 miliardi, che aumenta il disavanzo del 2007. 333 i voti a favore, 231 i contrari. Tuttavia, per una delle singolarita` del regolamento di Montecitorio, il voto di ieri sera non basta a dar via libera al provvedimento, che proviene dal Senato dove deve ritornare per ottenerne (con un`altra fiducia, probabilmente martedi`) la sanzione finale alle modifiche apportate al testo. E` necessario infatti ancora un voto della Camera sull`intero provvedimento, voto che la conferenza dei capi-gruppo ha fissato per domani dopo che - oggi - si sara` esaurito il rituale esame, con relative votazioni, sui circa 190 ordini del giorno presentati.

 

Altra singolarita` regolamentare di Montecitorio, piu` volte richiamata dalla maggioranza a giustificazione della fiducia posta sul decreto, e` il divieto di porre limiti (contingentare) ai tempi di esame proprio dei provvedimenti urgenti.

 

Tra questa e la precedente causa, ragioni per accelerare - con la fiducia - il cammino di un decreto che dev`essere convertito in legge entro inizio dicembre ce ne sono. Non a caso Palazzo Chigi ha sottolineato che quella votata ieri e` «una fiducia tecnica», che non aveva alternative, indispensabile per condurre in porto un provvedimento «che da` molto e fornisce strumenti importanti alle famiglie, alle imprese e, soprattutto, ai lavoratori».

 Se poi si considera che ogni novita` introdotta dai deputati nel testo dev`essere oggetto di ulteriore esame da parte dei senatori, con tutti i rischi dovuti ai margini irrisori su cui la maggioranza puo` contare a Palazzo Madama, si intendono ancor meglio le ragioni del Governo di mantenere i contenuti del provvedimento piu` vicini possibile a quanto gia` discusso nell`altro ramo del Parlamento.Non tutto, pero`, della vicenda del decreto, si spiega cosi`. Sono state le incertezze della maggioranza e il tempo cosi` sottratto al lavoro di commissione a ridurre l`attivita` in sede referente a un simulacro di esame: quattro le correzioni della commissione Bilancio ad altrettanti punti controversi del testo giunto dal Senato. Tutte le altre proposte di modifica, formalmente rinviate all`assemblea, sono state travolte dalla fiducia.

E` stata ancora la maggioranza, l`altro giorno, a insistere col Governo affinche` ponesse la questione di fiducia, con una singolare inversione di ruoli. E se l`opposizione ha dapprima presentato una moltitudine di emendamenti, ha anche presto compreso l`opportunita` di ritirarne la maggior parte, per non fornire alibi agli avversari.

 Il percorso, pero`, era ormai segnato. Il decreto, il secondo che - in corso d`anno - spende l`extragettito emerso dai conti dello Stato, conta una cinquantina di articoli. Tra le norme di maggior importanza, quella che istituisce un bonus di 150 euro a favore degli incapienti. L`onere e` di 1,9 miliardi. Portato a 300 euro con un colpo di mano in Senato viene ora ridotto - alla Camera - all`entita` e al costo originari. Altre misure: il sostengo all`acquisto dei libri di scuola, finanziamenti ad Anas e Ferrovie, denari per la mobilita` a Roma, Milano, Napoli e per il Mose di Venezia, anticipi per il contratto del pubblico impiego, aiuti alla cooperazione.

Rispetto alla versione uscita da Palazzo Madama, la Camera sopprime anche le norme in materia di agevolazioni sulle accise per la produzione di biodiesel, elimina l`intervento sui tabacchi a copertura dei danni per i politrasfusi per i quali si fa invece ricorso al Fondo spese impreviste. Nuove e migliori coperture sono state trovate per i benefici alle vittime del terrorismo.

 

A queste modifiche, recepite nell`emendamento governativo oggetto della fiducia, altre se ne sono aggiunte ad opera del Governo. Una riguarda la non applicazione alle Regioni delle sanzioni per violazione del Patto di stabilita` 2007 se lo scostamento non supera la spesa in conto capitale cofinanziata dalla Ue.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore