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Maxi emendamento Finanziaria 2003. Stampa E-mail
Presentato un maxi emendamento alla legge Finanziaria 2003, sugli interventi nel Mezzogiorno ed in altre aree sottoutilizzate del Centro-Nord. Il Governo ha predisposto e approvato un maxi-emendamento al disegno di legge (DDL) Finanziaria 2003 attualmente all'esame della Camera dei Deputati, riguardante soprattutto gli strumenti di intervento e le risorse finanziarie per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle altre aree depresse (ridefinite come "aree sottoutilizzate") del Centro-Nord del Paese.

Si tratta di misure adottate nel rispetto dei rigidi saldi di bilancio imposti dalla manovra finanziaria per il 2003 e per l'intero triennio 2003-2005, per cui possono essere interpretate come un primo passo verso una più coerente strategia per la competitività del Mezzogiorno e dell'intero Paese, al quale dovranno far seguito interventi significativi su altri rilevanti profili di politica economica, come la ricerca e la formazione, le infrastrutture e i trasporti, l'energia, la finanza regionale volta allo sviluppo produttivo, ecc..
Si fa quindi molto affidamento anche sui successivi passaggi parlamentari del DDL, per avvicinarsi alle aspettative di Confindustria e delle Associazioni confederate territoriali e di settore.

Segnaliamo sinteticamente i cambiamenti contenuti nel maxi-emendamento, che riguardano:

· nuovi stanziamenti per le aree depresse (o sottoutilizzate) del Mezzogiorno e del Centro-Nord del Paese: ai già previsti 8.600 milioni di euro, vengono aggiunti altri 500 milioni di euro, per un totale di 9.100 milioni di euro nel triennio 2003-2005;
· credito d'imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato: questa agevolazione, che avrebbe dovuto chiudersi a fine 2003, viene prolungata fino al 2006, ma su meccanismi di fruibilità diversi dai precedenti, basati su una prenotazione del credito ex post (cioè dopo aver effettuato le assunzioni); il credito viene ridotto nella sua misura di base per tutto il territorio nazionale (da 400 a 100 euro mensili per nuovo occupato), ma viene incrementato con un bonus nazionale per l'assunzione degli ultra quarantacinquenni (50 euro) e con un bonus per il Mezzogiorno (da 200 a 300 euro, entro il tetto del "de minimis"); al Mezzogiorno è assicurata una disponibilità di non meno di 300 milioni di euro l'anno, da reperire tramite la riallocazione delle risorse non impiegate nell'ambito del "fondo per le aree sottoutilizzate"; le risorse complessivamente disponibili per il periodo 2003-2006 ammontano a 2,3 miliardi di euro;
· credito d'imposta per nuovi investimenti nel Mezzogiorno: i meccanismi di agevolazione, recentemente rivisti col DL 138/2002 e che avevano prodotto rilevanti problemi di controllo per la finanza pubblica, vengono ulteriormente precisati per limitare i comportamenti opportunistici e gli effetti della "prenotazione" ex ante; viene confermata la concentrazione dell'agevolazione nel solo Mezzogiorno, come definito nel Patto per l'Italia; le risorse complessivamente disponibili per il periodo 2003-2006 sono stimate in 7,2 miliardi di euro;
· trasformazione in prestiti delle agevolazioni a fondo perduto: sono esclusi dal campo di applicazione della norma la legge 488/92 e le agevolazioni concesse in base alle sue procedure (incentivi alle attività produttive, patti territoriali, contratti d'area e contratti di programma); vengono salvaguardati i contributi concessi fino al 31 dicembre 2002, che sono esclusi dalla "trasformazione" in prestiti;
· programmazione dei bandi ex legge 488/92: con apposito provvedimento sarà definitivamente approvato il bando 2002, attualmente in corso, con erogazione degli incentivi a partire dal 2003; saranno assicurati almeno altri due bandi per la fine del 2003 e del 2004;
· fondo per le aree sottoutilizzate: questo nuovo fondo, che sostituisce quello per le aree depresse, sarà gestito in modo più trasparente, con una preventiva negoziazione con le parti sociali e la partecipazione al CIPE della rappresentanza delle Regioni; per gli incentivi all'attività produttiva viene assicurata una gestione specifica, distinta tra incentivi nazionali e per le aree sottoutilizzate, affidata al Ministero per le attività produttive.