800px 1000px wide   small medium big Rss Opml
facebook.gif
Dati Meteo in Tempo Reale
 
arpacel_logo.gif

cadic.jpg

Io il pizzo non lo pago

testa_alta.gif
Home arrow Articoli arrow Sicurezza: testo unico al debutto
Sicurezza: testo unico al debutto Stampa E-mail

Con la pubblicazione in Gazzetta del dlgs n. 81 del 9 aprile 2008, entrerà in vigore il 15 maggio prossimo la nuova normativa in tema di sicurezza sul lavoro. Fa eccezione, tuttavia, la parte del provvedimento sulla valutazione dei rischi aziendali, che sarà operativa solo a fine luglio.

Il testo unico sulla sicurezza del lavoro chiude il cerchio e approda in «Gazzetta Ufficiale». E lo fa alla vigilia delle celebrazioni per il 1° maggio, che quest`anno le istituzioni e i sindacati dedicano, tra l`altro, all`emergenza sicurezza: i numeri parlano di un milione di incidenti e 1.300 morti l`anno, con un lavoratore ucciso in media ogni sette ore.

Cosi`, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con un gesto simbolico, ha deciso di trasferire la tradizionale cerimonia dal Quirinale alla sede dell`Inail. Le nuove regole sulla sicurezza sono state messe a punto dopo un complesso e non sempre positivo confronto con le parti sociali - accelerato all`indomani della tragedia alla «ThyssenKrupp» di Torino in cui, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, persero la vita sette operai - ed e` stato approvato dal Consiglio dei ministri il 1° aprile scorso.

Con la pubblicazione in «Gazzetta» (la n. 101 del 30/04/2008, supplemento ordinario n. 108/L), il decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 entrera` in vigore il prossimo 15 maggio: con dieci giorni d`anticipo sulla scadenza naturale della legge delega n. 123/07.

Questo anche se in realta` l`asse portante dell`intervento, vale a dire la valutazione dei rischi aziendali, sara` operativa dopo 90 giorni dalla pubblicazione (dal 29 luglio).

Ora che il testo e` definitivo dovrebbero essere superati i dubbi sollevati dall`Ance (l`Associazione dei costruttori) e dai sindacati del settore edilizio sull`obbligo di utilizzare il Durc (il Documento unico di regolarita` contributiva) nei lavori privati non soggetti al permesso di costruire. Documento esplicitamente richiesto dall`articolo 90 anche in questi frangenti.

La valutazione dei rischi

Il testo unico per la Sicurezza nei luoghi di lavoro pone a carico dei datori obblighi molto dettagliati affinche` verifichino i pericoli connessi all`attivita` produttiva e predispongano adeguate misure di prevenzione. Se entro fine luglio non saranno documentati i rischi e i dispositivi di sicurezza adottati in azienda, per gli imprenditori scatteranno le sanzioni dettate dalla nuova disciplina. Le quali, nel caso delle realta` piu` esposte agli incidenti (centrali termoelettriche, strutture in cui si fabbricano esplosivi, industrie con piu` di 200 lavoratori e cosi` via), possono arrivare anche all`arresto da 6 a 18 mesi. Questo caso rappresenta l`unico in cui in alternativa all`arresto non sia prevista l`ammenda.

Tuttavia, l`articolo 302 introduce un «ravvedimento operoso», per cui il giudice dovra` convertire l`arresto in ammenda - da 8mila a 24mila euro - «se entro la chiusura del dibattimento di primo grado risultano eliminate tutte le irregolarita`, le fonti di rischio e le eventuali conseguenze dannose del reato».

Le correzioni in corsa

Proprio il capitolo delle sanzioni ha costituito il pomo della discordia tra il Governo Prodi e le imprese. Nel corso del confronto, Confindustria ha piu` volte criticato il provvedimento lamentando il peso eccessivo del profilo sanzionatorio, a scapito della prevenzione e della formazione. Una bocciatura ribadita la scorsa settimana dal nuovo presidente, Emma Marcegaglia. Confindustria e altre 14 organizzazioni imprenditoriali, nelle battute finali della concertazione gestita dai sottosegretari uscenti al Lavoro, Antonio Montagnino, e alla Salute, Gian Paolo Patta, hanno firmato un documento unitario per contestare l`eccessivo accento sugli aspetti repressivi. Un`analisi condivisa dal senatore del Pdl, Maurizio Sacconi, per il quale nel mutato quadro politico post-elettorale e` indispensabile riaprire il confronto con le parti sociali in materia di prevenzione degli infortuni. «Riconvocheremo imprese e sindacati - spiega Sacconi - non solo per modificare il testo unico, troppo sbilanciato sulle pene, ma anche per concordare iniziative piu` decise sulla formazione, sulla semplificazione e per la ridefinizione del rapporto assicurativo Inail». Un progetto ad ampio raggio, dunque, che dovrebbe portare anche a sbloccare almeno una quota del tesoretto dell`Inal per reperire risorse da investire in chiave sicurezza. Una soluzione, per la verita`, reclamata anche dal ministro del Lavoro uscente, Cesare Damiano, che pero` ha dovuto fare i conti con i vincoli di bilancio che bloccano i 12 miliardi di euro accumulati dall`Inail.

In difesa del testo unico

Di fronte all`ipotesi di una rettifica in corsa delle norme sulla sicurezza, i sindacati non fanno certo salti di gioia. La Cgil anzi si e` detta gia` nettamente contraria. Su questa prospettiva mettono pero` in guardia Patta, che invita a frenare sulle correzioni, e Montagnino: «Tutte le leggi sono perfettibili - sottolinea quest`ultimo - e questo vale, naturalmente, anche per il testo unico. Ritengo pero` che, prima di ritoccare le nuove misure a tutela della salute dei lavoratori, le stesse andrebbero applicate e ne andrebbe verificata l`efficacia sul campo. Il tempo per le modifiche c`e`. Per i decreti correttivi la delega concede 12 mesi dall`entrata in vigore». Per Montagnino sarebbe opportuno mettere in risalto tutte le novita` del decreto legislativo 81, che non si esaurisce nelle sanzioni: dagli incentivi alla formazione dei dipendenti al nuovo sistema di qualificazione delle imprese che premia quelle piu` attente alla sicurezza, dall`estensione delle rappresentanze sindacali dei lavoratori al miglior coordinamento delle attivita` di controllo sia a livello nazionale che regionale. «Un ventaglio di misura che andrebbe valutato alla luce dell`esperienza e non per partito preso».

 

Fonte: Il Sole 24 Ore