| T.U. sicurezza, dal Governo il via libera definitivo |
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Sessanta giorni prima della scadenza della delega, il Testo unico sulla sicurezza ha ricevuto l'approvazione definitiva da parte del Governo. Tra le principali novità del provvedimento, la proroga di tre mesi per gli obblighi sulla valutazione dei rischi. Con due mesi di anticipo sulla scadenza della delega, il Governo ieri ha licenziato in via definitiva il testo unico sulla sicurezza del lavoro. Fino all`ultimo momento utile i tecnici dei ministeri coinvolti (Lavoro, Salute e Giustizia) hanno limato e corretto le disposizioni del decreto legislativo concertato, tra non poche difficolta`, con parti sociali e Regioni: ne e` uscita fra l`altro, nella versione finale del testo, la proroga di tre mesi per gli obblighi sulla valutazione dei rischi. «Ce l`abbiamo fatta. Non era scontato», ha esordito in conferenza stampa il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, commentando l`esito del voto in Consiglio dei ministri dando il senso della fatica con cui e` stato portato a termine l`iter legislativo, ma anche della soddisfazione per aver realizzato dopo 30 anni un testo unico sulla sicurezza «E` un atto dovuto al Paese» - ha sottolineato Damiano ieri, giornata in cui non sono mancati gli incidenti con un bilancio complessivo di un morto e tre feriti di cui due gravi. «Il testo uscito - ha commentato Damiano - e` tra i piu avanzati della legislazione europea. Il punto ora e` applicare queste leggi». «Auspichiamo un cambiamento di mentalita` nei confronti della sicurezza, puntando sull`assunzione di responsabilita` piuttosto che sulla punizione o sulla proibizione», ha aggiunto il ministro della Salute, Livia Turco, rivendicando il valore di alcune tra le novita` introdotte: dal libretto sul rischio sanitario che seguira` il lavoratore in tutto il suo percorso professionale al rafforzamento della figura del medico competente, dalla formazione sulla sicurezza per datori e dipendenti alla nascita del rappresentante della sicurezza territoriale che dovra` vigilare sull`applicazione della nuova disciplina nelle imprese (soprattutto le Pmi) prive dei rappresentanti aziendali. La versione finale del provvedimento (presentata ieri pomeriggio al Cnel), rispetto a quella entrata a Palazzo Chigi, contiene due importanti variazioni. Per quanto riguarda l`entrata in vigore, il Cdm ha deciso di concedere una proroga di tre mesi per gli obblighi connessi alla valutazione dei rischi. I datori di lavoro avranno cioe` ulteriori 90 giorni per individuare i pericoli specifici dell`attivita` produttiva e per redigere il relativo documento aziendale. Tutte le altre norme sulla sicurezza (306 articoli per tredici titoli), invece saranno operative subito dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale». Per quando riguarda le sanzioni - uno degli aspetti piu` controversi del riordino, oggetto di forti critiche da parte del mondo imprenditoriale - e` stata individuata una soluzione di compromesso nell`ipotesi in cui il testo unico prevede la sola pena dell`arresto (da 6 a 18mesi). Si tratta del caso in cui non sia stato predisposto il documento di valutazione dei rischi in quei settori in cui la salute dei lavoratori e` piu` esposta (dalle centrali termoelettriche alle fabbriche di esplosivi, alle industrie con oltre 200 lavoratori). Rispetto a precedenti stesure della nuova «626» e` stato ora precisato che il giudice dovra` convertire l`arresto in ammenda - in misura comunque non inferiore a 8mila euro e superiore a 24mila - «se entro la chiusura del dibattimento di primo grado, risultano eliminate tutte le irregolarita`, le fonti di rischio e le eventuali conseguenze dannose del reato». Con una riduzione, quindi, dei margini di discrezionalita` nella valutazione del magistrato sulla portata del ``ravvedimento``. Tra le modifiche dell`ultima ora e` stato anche precisato che nei confronti delle associazioni di volontariato si applicheranno regole specifiche (analogamente a quello che avverra`, per esempio, per le Forze armate e di Polizia) da definire nei prossimi 12 mesi. «Siamo consapevoli che una buona legge non e` sufficiente a far cessare l`inaccettabile catena di incidenti e morti sul lavoro», hanno chiarito i sottosegretari al Lavoro Antonio Montagnino e alla Salute, Gian Paolo Patta che hanno coordinato insieme al ministero della Giustizia l`attuazione della legge 123. «Siamo pero convinti che questa legge portera` risultati positivi perche` incidera` sulla diffusione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro». Fonte: Il Sole 24 Ore
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