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Tracciabilità: sospensione per i contratti in corso Stampa E-mail
giovedì 21 ottobre 2010
Raggiunto a Palazzo Chigi l'accordo tecnico sulle modifiche da apportare, con dl, alla legge 136/10. Il dl, che dovrebbe essere varato già venerdì dal Cdm, sospenderà per sei mesi la tracciabilità per i contratti anteriori al 7 settembre e conterrà le istruzioni per il nuovo regime.

La tracciabilita` finanziaria negli appalti pubblici sara` sospesa per sei mesi.

Ma solo per i vecchi contratti, quelli firmati prima del 7 settembre, data di arrivo della legge antimafia che ha messo sotto controllo tutti i flussi di denaro legati alle commesse pubbliche.

Ieri nel corso di una riunione tecnica che si e` svolta a Palazzo Chigi si e` finalmente trovato l`accordo sulle modifiche da apportare alle legge 136/2010: modifiche che saranno formalizzate in un decreto legge, da portare al Consiglio dei ministri per il via libera finale venerdi`.

Al primo punto della bozza - modificata ieri per l`ennesima volta - ci sara`, infatti, la sospensione per sei mesi (che scatteranno dal 7 settembre) di tutti gli obblighi di pagare fatture e stipendi legati ad appalti di lavori, servizi e forniture con bonifico.

Una sospensione tout court, non piu` condizionata al varo di nuovi provvedimenti: ieri i tecnici infatti hanno deciso di eliminare il regolamento attuativo che avrebbe dovuto dettare istruzioni per adeguare i vecchi contratti, da varare durante la sospensione. Di fatto il regolamento e` ormai superfluo per il peso che sta assumendo via via il decreto legge: non piu` solo un provvedimento tampone per sospendere la tracciabilita`, ma una vera e propria guida, con le indicazioni piu` urgenti per cominciare ad applicare la tracciabilita` anche ai nuovi contratti, quelli firmati dopo il 7 settembre per il quale la sospensione non vale.

Le istruzioni ricalcano in gran parte le indicazioni che l`Autorita` di vigilanza sui contratti pubblici aveva gia` preparato.

L`Autorita` incassa cosi` una doppia vittoria.

Da un lato, infatti, l`Autorita` ottiene il riconoscimento della piena retroattivita` della legge, sostenuta fin dall`inizio in contrasto con il ministero dell`Interno che aveva invece sposato la tesi opposta. Dall`altro l`Authority del neopresidente, Giuseppe Brienza, vede trasformarsi in legge le proprie istruzioni, preparate in gran fretta prima del 7 settembre ma sospese in attesa proprio del decreto.

Sembra, ad esempio, certo che il decreto ammettera` altri mezzi di pagamento oltre al bonifico: tra questi gli assegni e le ricevute bancarie o meglio, come si legge nella bozza, tutti gli «strumenti di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilita` delle operazioni». Al tempo stesso il decreto chiarira` il concetto di conto corrente dedicato: non un conto corrente specifico attivato per ogni appalto, ma semplicemente uno strumento segnalato alla stazione appaltante su cui si potra` appoggiare piu` di un appalto.

Il vertice di ieri tra i tecnici di Infrastrutture, Viminale, Economia, Giustizia e Palazzo Chigi, al quale ha partecipato anche Brienza, e` stato preceduto da una fitta rete di contatti anche politici: sul ministro dell`Interno, Roberto Maroni, padre della legge, hanno fatto pressing anche il collega Altero Matteoli e - sembra lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Maroni dal canto suo ha sempre dubitato dell`opportunita`, sia politica che istituzionale, di sospendere la legge votata all`unanimita` dal Parlamento, a pochi giorni dal via.

Ma sul via libera che e` arrivato ieri al decreto legge deve aver pesato anche il rischio di paralisi dei pagamenti in questo settore vitale per l`economia, segnalato sia dalle aziende fornitrici che in piu` riprese dalla stessa Autorita` di vigilanza.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore